Il blog non è più una prova
Oggi è luogo di relazione, memoria, scambio e conservazione di informazione, dove esprimere il mio punto di vista e ascoltare quello degli altri, moderno tazebao, ma sopratutto opportunità di conoscere cosa gli altri ‘veramente’ pensano poiché vedo come grave rischio contemporaneo, quello di pensare ciò che i mediatori televisivi di comunicazione ci dicono che pensiamo e ancor peggio di credere che quanto essi sostengono è veramente quanto pensiamo.
Il blog come alternativa al pensiero unico e autentico scambio, diretto e senza mediazione.
giovedì 16 aprile 2009
L'Aquila, una testimonianza dal terremoto.
"Ciao
Mia moglie è arrivata a casa molto avvelenata. Ha visto e ha confrontato quanto la televisione ci propone nei giorni seguenti.
Ha gradito l’esperienza anche se ha visto cose molto negative.
Partenza da qui, operativi in 2/3 ore. In autostrada una fila interminabile di mezzi per i soccorsi. Tutti dalla lombardia, i primi a muoversi e i più organizzati.
Arrivo in area territoriale e li tutto arruffato e si comincia a rallentare per l’afflusso troppo massiccio.
Arrivo sul posto tempo lungo di attesa e indicazione dove si dovevano recare. Sbagliata la strada due volte o tre. Il terremoto è in valle abbastanza piana dove c’è l’aquila.
L'associazione dei volontari è dirottata a 1200 mt sul mare su un pianoro a fianco della valle. Arrivo verso la mezzanotte. L'associazione dei volontari non ha navigatori ne garmin ne altro tipo. Assurdo.
Nessuno ti da una mano con delle cartine. Se ci fossero collegamenti internet e web si avrebbe tutta la documentazione per arrivare in zona. Contatti con la centrale della protezione civile
Difficile,il metodo telefonico è insufficiente. Arrivo e passa ancora tempo prima di capire cosa dobbiamo fare. Finalmente gli ordinano di impiantare le tende.
La gente dorme tutta in macchina (la scossa delle tre antecedente, 24 ore inutili) Dormire qualche ora al freddo totale (1/2 gradi siamo in montagna) senza abbigliamento adatto.
L'associazione dei volontari verrà aspramente sgridata perché non ha le necessarie divise, cappelli, cinture. Mancanza dell'associazione dei volontari da cui dipendiamo.
Al mattino cominciano ad arrivare le persone qui dirottate per essere ospitate in tenda. Di fronte la caserma della guardia di finanza e alcuni altri edifici illuminati tutta notte e vuoti.
Noi nel campo senza corrente perché in 24 ore e poi 48 ne i militari ne la protezione civile non ha fornito ne generatori ne stufe per riscaldare le tende. Possiamo solo distribuire un po di te o latte caldo. Il pranzo del mezzogiorno arriva alle 5 del pomeriggio (un giorno e mezzo dopo) dopo una violentissima lite con la centrale operativa.
In pianura molti non hanno piantato ancora le cucine da campo. Dopo altre 36 ore la dottoressa ,con altra lite furibonda, ottiene una scatola di medicinali
Per le pressioni alte, asma e altri acciacchi tipici dei bambini e delle persone anziane. La situazione leggermente si stabilizza. La terra trema continuamente anche in modo
Terrorizzante. Le case rotte e lesionate sono tante. La gente è spaesata e impaurita. Solo bambini giocano perché non si va a scuola ed è sempre mezza allegria per questo.
La gente si affeziona all'associazione dei volontari che le aiuta anche nelle piccole cose e ringraziano continuamente.
Però la gente non fa niente assolutamente. Non sfiora un badile, non aiuta a montare le tende, non fa assolutamente niente. In friuli era il contrario,mandavano via i soccorsi perché volevano fare loro. Infatti ci sono persone nell'associazione dei volontari che ha vissuto anche quell’esperienza. Alcuni dottori arrivati nelle prime 24 ore non vengono accettate nei paesi di valle più colpiti. Arrivano all'associazione dei volontari e vengono accolte e messe all’opera. Si sente una mancanza totale di vero coordino delle risorse della protezione civile. Evidentissimo l’allaccio enel dopo 6 giorni
Mancano in modo palese generatori di corrente e stufette per riscaldare le tende. La staff di persone romane e dintorni che fanno il nucleo centrale della organizzazione ancora una volta non si è smentita. Dopo i 6 giorni primari, i giornalisti sono sempre a caccia di lamentele, di gente che piange, di storie lacrimose,in parte dovute perché la disgrazia e la tragedia è tanta, ma c’è anche il dovere di vedere che tipo di intervento ha svolto la protezione civile. Che è migliore dall’ultima catastrofe ,ma non all’altezza della situazione.
E qui un pensierino ai santoro di turno che percepiscono la tragedia della disorganizzazione , ma la vogliono piegare solo per il fine politico: colpire Berlusconi, non per la gente d’abruzzo.
Da testimonianze dirette della gente sul posto: episodio ospedale aquila.
Preventivo 20 anni fa 20 miliardi. 20 anni di costruzione e totale finale 250 miliardi. Il pronto soccorso edificato su più piani (contrariamente alla soluzione intelligente di un piano solo, è raggiungibile solo attraversando in un sottopasso l’ospedale intero. Se l’ospedale crolla il pronto soccorso non è raggiungibile. E qui il tracollo della intellighenzia progettuale dei nostri architetti ben pagati. Roba da pestarli al ludibrio in piazza. Schifosamente incapaci.
Al 6 giorno arrivano i soccorsi dalla calabria. La sicilia fa sapere che non ha fondi per mandare aiuti. (pochi giorni fa si era saputo di un comune siciliano che aveva esattamente 6 volte i dipendenti che normalmente vengono assunti per gestire un comune di pari abitanti.
Mia moglie se ne è venuta a casa con un senso totale di sfacelo e forse tornerà ancora qualche giorno per fare altre cose al campo e per dare cambio alle persone. Vivissima la sensazione negativa di avere visto tantissimi abruzzesi e molto giovani con le mani in tasca davanti ai bar a osservare i volontari delle associazioni a fare qualcosa oltre che a estrarre i sopravvissuti, o i cadaveri dei loro parenti o conoscenti. Questa è la realtà e i giornalisti l’hanno omessa in modo palese. Se non ci fosse questa omertà si potrebbe organizzare una protezione civile degna di questo nome. Basterebbe affidare a un corpo d’armata di alpini e tutto si risolverebbe.
Non pensare che io sia razzista oppure pensalo, i fatti però dicono che le culture del meridione falliscono su tutta la linea e quelli che ti ho riferito sono verità.
Ciao
(omissis) "
giovedì 5 febbraio 2009
Luana Englaro
Nelle sue parole una grande umanità che raramente ho trovato negli uomini e nelle donne di chiesa, grazie Monsignor Casale, grazie di cuore
http://www.adnkronos.com/IGN/Edicola/?id=3.0.2983469526
CASO ENGLARO: MONSIGNOR CASALE, PORRE TERMINE AL CALVARIO E' UN ATTO DI MISERICORDIA
"Mi sento vicinissimo a papà Peppino. Quella di Eluana non è più vita, porre termine al suo calvario è un atto di misericordia". "Non è tollerabile accanirsi ancora né proseguire questo stucchevole can can. C'è poco da dire: l'alimentazione e l'idratazione artificiali sono assimilabili a trattamenti medici. E se una cura non porta a nessun beneficio può essere legittimamente interrotta". E' quanto dichiara in un'intervista al quotidiano 'La Stampa' l'arcivescovo Giuseppe Casale. "Si è creato il 'caso Englaro' - prosegue monsignor Casale - agitando lo spettro dell'eutanasia, ma qui non si tratta di eutanasia. Alla fine anche Giovanni Paolo II ha richiesto di non insistere con interventi terapeutici inutili. Vedo quasi il gusto di accanirsi su una persona chiusa nella sua sofferenza irreversibile. Una vita senza relazioni, alimentata artificialmente non è vita. Come cattolici - aggiunge - dovremmo interrompere tutto questo clamore e dovremmo essere più sereni affinché la sorte di Eluana possa svilupparsi naturalmente. I trattamenti medici cui è stata sottoposta non possono prolungare una vera vita, ma solo un calvario disumano. E' giusto lasciarla andare nelle mani di Dio". "L'alimentazione artificiale - conclude monsignor Casale - è accanimento terapeutico, se la si interrompe Eluana muore. Rispettiamo le sue ultime volontà e non lasciamo solo un padre che, appena si saranno spenti i riflettori di una parossistica attenzione, sarà in esclusiva compagnia del suo dolore. Io lo comprendo, prego per lui, gli sono vicino. Neanche io vorrei vivere attaccato alle macchine come Eluana, anche per me chiederei di staccare la spina. Eluana non c'è più già da tanto, da molto tempo prima della rimozione del sondino che simula un'esistenza definitivamente svanita".
sabato 15 novembre 2008
Conflitti sociali, Conflitti di interesse, Conflitti politici, Conflitti…..
“…E CHI E’ SENZA PECCATO SCAGLI LA PRIMA PIETRA
tangentopoli, politica, potere, corruzione, mazzetta, istituzioni, partiti, debito pubblico, privatizzazioni etc.etc.
Mi chiedo quante volte, negli ultimi mesi, abbiamo letto e sentito queste parole. Troppe volte. Ognuno ha scritto e raccontato la propria verità, proposto soluzioni, blaterato, gridato allo scandalo. Le colpe sono sempre degli altri, mai di chi scrive, di chi intervista o viene intervistato, i presenti sono sempre esclusi, lasciando così il lettore o l’ascoltatore totalmente confuso e stupito. Anch’io sono confusa e stupita e mi chiedo per quanto ancora le nostre menti saranno ottenebrate e chi sarà il ‘salvatore’ che alzerà il velo. L’attesa è messianica.
Questa è davvero la mia grande preoccupazione, come se la storia non ci avesse insegnato nulla. Eppure la storia è la memoria del vissuto collettivo, indispensabile punto di riferimento per qualsiasi progresso e in questo momento è il nostro monito, facciamo attenzione a quanto facciamo e alle decisioni che prendiamo.
E’ vero che la nostra classe politica è corrotta, è vero che gli attuali partiti hanno esaurito il loro ruolo, è giusto che chi ha peccato venga condannato, ma non dobbiamo dimenticare anche le nostre responsabilità e non condannare prima di aver giudicato.
Senza una profonda autocritica e l’accettazione del fatto che tutti o quasi, abbiamo in parte contribuito a determinare l’attuale sistema, non riusciremo a cambiarlo.
Ognuno si deve accollare la propria parte di responsabilità, pur se minuscola come un granello di sabbia e non attribuire sempre ad altri le colpe di quanto accaduto, perché allora è lecito chiedere: ‘e tu dov’eri?’
E’ stato davvero triste lo spettacolo offerto le scorse settimane. Tutti in piazza a scioperare a protestare, ognuno a difendere il proprio orticello: sindacato e partiti sempre impegnati a difendere l’orticello dei voti e degli iscritti, ‘quasi’ inconsapevoli che il fallimento della Fattoria li avrebbe travolti.
Per quanto inique ed ingiuste talune decisioni prese dal governo, mi sono ritrovata a pensare, Amato tieni duro. Pur consapevole che il ‘Popolo’ più non si fida dei ‘Signori’ non esiste al momento alcuna reale alternativa, ma solo quella possibile verso cui lavorare.
Tutti siamo consapevoli che uno dei nodi e forse il più intricato del nostro sistema è il Fisco, la mai applicata e purtroppo sempre sbandierata equità fiscale; allora mi sono chiesta come mai il sindacato invece di portare la gente in piazza, con le conseguenze che abbiamo visto, non si sia seriamente contrapposto al governo con una alternativa concreta. Offrire il proprio contributo in questo difficilissimo momento, ma inchiodando governo e partiti a impegni precisi in merito al rinnovo della normativa in materia fiscale, tributaria, previdenziale e sanitaria.
Tabula rasa della galassia di leggi , norme e decreti che rendono il codice un labirinto e la burocrazia ogni giorno più simile ad un’idra.
E ancora che dire di commercianti ed artigiani, anche loro non hanno saputo resistere al richiamo della foresta; eppure la minimu tax è un primo, per quanto brutto e goffo, tentativo di equità fiscale, certo non si può presumere il reddito, ma anche in questo caso si poteva dar prova di maturità civile. La barca affonda e a nulla serve cercare il colpevole, l’imperativo è tappare le falle, dopo si cercherà il colpevole.
Una volta ancora si è assistito al gioco delle parti, gli attori sono entrati in scena ed hanno recitato. Ogni categoria sociale vuole essere salvaguardata nei confronti della altre che ritiene maggiormente privilegiate. Dipendenti contro lavoratori autonomi, autonomi contro statali. Questo scontro sociale non porterà nulla di buono e di certo non risolverà i problemi. Non ci sono i buoni e i cattivi, ci sono le persone.
Ritengo che i rappresentanti delle numerose lobbies e categorie sociali avrebbero dato grande prova di responsabilità e maturità consigliando i loro iscritti di farsi carico dei sacrifici richiesti, impegnandosi e impegnando il governo al varo di nuove norme che potrebbero entrare in vigore a partire dal 1994.
Abbiamo due camere, usiamole per progredire e non per insabbiare. Le regole oltre ad offrire garanzia di giustizia ed equità verso la collettività, vanno fatte rispettare con strumenti adeguati. Lo Stato padrone, rappresentato dall’attuale burocrazia deve scomparire e lasciare il posto all’efficienza. Il sistema non esiste per soddisfare se stesso ma per erogare servizi ai cittadini i quali devono pagare il giusto (tributi) per ottenerli.
Tutto questo però ancora non basta, ognuno di noi è contemporaneamente debitore e creditore, cittadino e stato, chiamato a svolgere il proprio dovere di lavoratore; ogni ingranaggio è importante affinché la macchina funzioni. Solo questa consapevolezza porterà ad una crescita sociale e ad un reale cambiamento qualitativo. Il sistema legislativo non basta se non è sostenuto dalla maturità della collettività.
Chi di noi dopo un onesto esame di coscienza potrà dire di: non avere mai manipolato gli altri, approfittato di persone e di situazioni, usato conoscenze per ottenere favori, abusato di poteri, intrallazzato, di avere svolto con la diligenza del buon padre di famiglia il proprio lavoro, pagato le tasse, agito con coscienza, onestà e rispetto del prossimo, scagli la prima pietra.
Marziana Monfardini
Brescia, Novembre 1992
“
giovedì 13 novembre 2008
Beppe Grillo a Montichiari
Nella serata del 23 ottobre 2008 a Montichiari c’è stato Beppe Grillo. La solita voce fuori dal coro, con alcune riflessioni importanti che qui vorrei condividere.
Il problema delle risorse del nostro pianeta che si stanno esaurendo: i più non ne sono completamente consapevoli, ma ciò che lasceremo ai nostri posteri è un piatto amaro o con ben poco da mangiare.
L’acqua, che oggi consumiamo senza vincoli, sta finendo. Ci sono dei metodi sperimentati all’estero di raccolta ed utilizzo di acqua piovana, che seppur lontano dalla comodità dei nostri rubinetti sarebbe necessario sfruttare.
I detersivi hanno un potenziale di inquinamento disastroso. E’ da qui la scelta di fabbricare in proprio un detersivo ecologico (vedi ricetta sul blog di Beppe Grillo) che oltre a farci risparmiare aiuterebbe l’ambiente. Oppure l’utilizzo di una pallina ecologica ECO GREEN BALL che utilizzata al posto del detersivo per lavatrici, anche se non profumata, ci permette di avere biancheria pulita. E’ possibile ordinarla anche tramite web.
L’importanza di Internet, non solo come strumento di conoscenza e di comunicazione, ma anche di condivisione, crescita e apprendimento con i software freeware e open source e ancora come mezzo di controllo ed osservazione dell’operato dei nostri politici sul territorio, con la condivisione ad es. delle registrazioni dei consigli comunali.
Divertente l’ultimo spezzone dedicato a nuovi corsi che vengono fatti in Cina a pagamento. Alcuni manager con alte responsabilità e stressati vengono invitati al loro funerale e ad entrare nella loro bara per alcuni minuti. La sensazione della morte è l’unica che ci risveglia alla vita.
Tralascio la politica, perché mi fa male parlarne.
Rimando al sito di Beppe Grillo e al Gruppo di amici di Beppe Grillo di Brescia per seguire le varie iniziative sui temi sopra esposti.
www.beppegrillo.it
On the evening of 23 october 2008 in Montichiari there was Beppe Grillo. The usual voice out of Chorus, with somes important reflections that’s I want here to share.
The problem about exhaustion of resources: the many people aren’t fully conscious, but that we’ll leave at our children it’s a bitter wish or a little to eat.
Water today we consume without border is finishing! There are somes methods abroad as rainwater collection that, although for about comfort of our water tap, we could to harness.
The washing powder have a pollution potential devastating. It’s here the choice to make ourselves a washing powder ecological (you can see the recipe on the Beppe Grillo blog) that is cheap and that could to help environment. Or the use of ECO GREEN BALL instead of washing machine powder, even though without fragrance, we could allow us to have laundry cleaning. You can have the ball trough web.
The importance of Internet, not only as knowledge indicator and communication, but also of shary, growth and learning with freeware software and open source and also as means of control and observation of political work on our territory, for example with recording political local board.
The last part of performance wad dedicated to some courses organized in China. Some manager with enormous responsibility and stressed were invited to their funerals and to go in their coffins for some minutes. Sensation of dead wake up again at life. For more information I invite you to go at the address www.beppegrillo.it.
Il futuro degli Enti inutili
Le Comunità Montane negli ultimi anni sono state additate come enti inutili, enti che sprecano denaro, enti che svolgono funzioni che potrebbero essere delegate ai Comuni, enti “doppione”. Da una parte si grida allo spreco, dall’altra si ritiene che invece possano essere utili, in un gioco altalenante che è iniziato da alcuni anni e che fomenta risentimenti verso un “qualcosa di sconosciuto”. In effetti, pochi sanno a cosa servono questi Enti e quali sono le funzioni che svolgono sul territorio. Ma si segue l’onda del “sentito dire”, dei “titoli del giornale”. E’ stata anche definita schizofrenia giornalistica, questa moda di dare informazione seguendo l’opinione del giorno del politico.
Probabilmente il nostro sistema di comunicazione basato sull’informazione “alla giornata”, valuta bene le conseguenze che può avere su una determinata opinione pubblica disinformata, ma non l’impatto sociale sulle persone realmente coinvolte dall’attività dell’Ente.
Mi chiedo se, con le moderne tecnologie informatiche, non sia possibile fare una valutazione economico/qualitativa sull’effettiva utilità o meno degli Enti montani? Dati economici alla mano, non è possibile valutare l’attività di 23 Enti su un territorio? Non è possibile creare un team di valutazione e chiudere il problema? Ma a tutt’oggi dopo anni non si sa ancora nulla,,,,,,,siamo in balia delle decisioni che prima o poi arriveranno.
Mi sembra che la politica si stia allontanando non poco dalla gente comune e dai problemi reali che ci toccano tutti i giorni.
Ma n questo caso e come sta succedendo in molte altre situazioni, è più semplice e veloce eliminare e spazzare via il tutto, piuttosto che fare un’analisi delle diverse situazioni perché ciò richiede più tempo e coscienza.
La scelta del risparmio economico se non accompagnata da una volontà effettiva di un cambiamento radicale, sano e consapevole, secondo me ,porterà ad un aumento di costi e di divergenze economiche.
The Comunità Montana (a local body) in the last years are pointed out as useless local body, local body that to waste many, body that to act functions that can be to delegate to municipal distresct, body double in a word.
But only some people to know what Comunità Montane to realise on our territory. But it’s more sample to follow general opinion and general information spreads of daily political idea.
Our communication system is based as it comes, without to value the actual reaction of the news on the people interesting about of local body activity.
I ask myself if, with the modern technology, we can’t to calculate the real utility of these local body. It’s incredible.
I thing that political is moving away of people and of real problem everywhere.
The economical value of the real financial of these local body it’s a binding answer, but the necessary answer. It’s indisputably, more sample to eliminate all without a consideration rather to analyse every single local body finance. But saving without logic and radical change it’s not the right solution. We’ll can have more costs in future.
sabato 11 ottobre 2008
Perchè fa paura la statua di Hitler

Questo gesto penso rappresenti il desiderio di molti tedeschi e non solo: lasciare seppellito il morto senza debita autopsia. Credo che le generazioni passate abbiano affrontato con poca chiarezza e con giustificazioni il ruolo avuto dai più nello sterminio degli ebrei e di altri orrori.
Hitler da solo non poteva programmare e realizzare una tale aberrazione. Ogni persona che ha partecipato a questa macchina infernale ne ha la responsabilità. Anche il semplice macchinista dei treni destinati ai campi di sterminio perché sapeva chi trasportava, come e dove. Non basta giustificarsi con il condizionamento subito dal regime, l’obbedienza agli ordini e l’amor di patria e qui rimandiamo a Don Milani.
Il non sentirsi responsabili porta ad attribuire ad altri le proprie azioni assolvendosi. Così facendo non si dà il giusto peso alle azioni dei singoli formanti la massa che potranno agire nuovamente, sia da singoli che da massa, senza “coscienza”. La coscienza ed il rimorso della responsabilità sarebbero invece un forte deterrente.
I giovani di oggi vivono in una società necrofila che non valorizza la vita ma enfatizza la morte. Non insegna neppure ad assumersi le responsabilità. Ci vogliono valori, consapevolezza responsabilità, volontà per costruire un progetto di VITA. Oggi, chi educa a questo cammino e chi lo accetta?
E’ più facile farsi irretire da sogni di potenza e sedare le frustrazioni con la violenza, magari prendendo per esempio le gesta di Hitler, che vivere la “banalità” e le difficoltà della vita quotidiana.
Dobbiamo quindi temere la tendenza all’irresponsabilità e alla necrofilia della nostra società, non la statua di Hitler. Anzi, ben venga tutto ciò che fa ricordare il passato e riflettere. L’importante è l’onestà delle coscienze altrimenti la storia non insegnerà mai nulla e il passato tornerà presente.
mercoledì 23 luglio 2008
Diritto alla Vita , Diritto alla Morte
Ciao Sandro,
la nostra conversazione telefonica di poco fa mi ha imposto alcune necessarie riflessioni. Mi rendo conto che tu hai fatto il “Giuramento di Ippocrate”, ma appunto …”TU”…… lo hai fatto ed è un tuo problema, una tua preoccupazione un tuo punto di riferimento. Ma poi, cosa dice veramente il giuramento di Ippocrate ??? che ci impegniamo a curare e salvaguardare la vita umana ?? mi piacerebbe conoscere il contenuto esatto di questo giuramento. Anche se personalmente non credo che il giuramento in questione parli o faccia riferimento all’accanimento terapeutico e alla volontà della persona di essere curata. Ritengo che tutta una serie di pratiche diventate …. Normali…. nella nostra società nulla abbiano a che vedere con il giuramento in questione, ma vengano scambiate per tale. Il giuramento riguarda te e il tuo impegno a salvare la vita e riguarda il preciso impegno che tu ti prendi nel momento in cui scegli la professione di medico, come tale hai l’obbligo morale di salvare la vita del tuo prossimo con i mezzi che tu conosci in quel momento. E su tutto questo non ho nulla da ridire.
Il quadro cambia completamente quando, quanto sopra espresso, incontra la volontà della Persona, della persona adulta, maggiorenne e in grado di intendere e di volere, nel pieno possesso delle sue facoltà mentali. Tu non puoi obbligare un altro essere umano alla cura, se l’altro essere umano non vuole la tua cura e ci sono molte ragioni per le quali la persona di cui parliamo può non volere la tua cura.
Cito alcuni esempi: può non volere la tua cura perché non la ritiene idonea e adeguata, e tu francamente puoi affermare che la cura che tu elargisci è consona e adeguata per tutti ?? puoi farlo in coscienza? Nel mondo esistono molte cure e naturalmente il mondo occidentale ritiene le sue le cure migliori, ma fanno parte della sua ‘cultura’ . Il mondo cinese ritiene le sue le cure migliori, pensa ad esempio all’ago puntura che noi occidentali abbiamo sempre guardato con sufficienza perché non ritenevamo tale “strumento” scientifico (ovviamente sempre dal nostro punto di vista) ora invece alcuni ricercatori hanno finalmente dimostrato la validità dell’ago puntura dal punto di vista “scientifico” e lo hanno fatto semplicemente studiando la faccenda e non liquidandola come “arcaico retaggio di ignoranza”.
Questo ha dimostrato l’ignoranza e il pregiudizio dell’occidente, abbondantissimo.
Pensa ad esempio alla Rabdomanzia, per molto tempo si è ritenuto pure quella frutto di “arcaico retaggio di superstizione”, ora invece, sempre con il metodo scientifico, è stato dimostrato che alcune persone hanno “veramente” la capacità di sentire l’acqua nel sottosuolo, tanto è vero che le imprese che ricercano l’acqua per la costruzione di pozzi, lo fanno sia con l’ausilio delle attrezzature Tecniche che con lo studio geologico che con i Rabdomanti.
Ti faccio un altro esempio, nel caso di una persona ammalata di tumore, la medicina ufficiale propone : Chemio e Radio terapia, puoi obbligare un essere umano operato di tumore a fare la chemioterapia ???non mi risulta, che differenza fa con il rifiuto della trasfusione ??? sei così certo che sia una situazione diversa ??? Già perché nel momento che la persona , di cui abbiamo tracciato sopra le linee, esprime la sua volontà precisa, solleva te da qualsiasi decisione. La persona ha preso una decisione riguardo a se stessa e vuole che la sua decisione venga rispettata.
Tu chi sei per andare oltre questo ??? Che diritto hai di metterti al di sopra della volontà di un altro essere senziente altrettanto quanto tu sei ????
E con questo preciso che sono altrettanto contraria all’eutanasia, totalmente e assolutamente contraria, e per quanto ti possa sembrare paradossale, affermo anche che, se personalmente mi trovassi in una tale situazione, potrei praticarla, ma assumendomi le conseguenze penali , perché l’eutanasia è un omicidio, e ancora il praticarla sarebbe frutto della mia coscienza, e preciso praticare l’eutanasia verso chi potrebbe chiedermelo ad un dato momento. Io non sono ne un medico ne un infermiere, guai a tutti coloro che esercitando tale professione, pensassero di poterlo fare, guai a loro . Ciò che voglio dire con questo è semplicemente che una persona nella mia posizione potrebbe trovarsi in quel frangente solo forse una volta nella vita e relativamente a qualcuno che le è molto caro e molto vicino, ma attenzione nel momento in cui lo dovessi fare, immediatamente scatterebbe l’autodenuncia presso una stazione della polizia. Spero di averti chiarito il mio pensiero in merito alla eutanasia.
Voglio aggiungere un’altra riflessione, perché siamo giunti al punto di porci il problema dell’eutanasia ???? quanto il problema dell’eutanasia è frutto dell’accanimento terapeutico, accanimento dietro al quale spesso soggiace, la cosiddetta ricerca scientifica, attraverso la quale l’essere umano viene degradato a cavia. Non ce lo possiamo di certo nascondere, perché non possiamo staccare tutto questo dal mondo reale dentro al quale viviamo e tutti coloro che operano nella sanità, sanno quanto business e quanta vanagloria dietro si celano e quando io faccio una scelta per la mia vita, la faccio tenendo conto di questo. Del business farmaceutico, dai Sandro, onestamente quanti farmaci realmente servono, nel numero, quanti farmaci ??? io credo che un numero a due cifre sia più che sufficiente. (sempre ammesso e non concesso che i farmaci veramente servano e per farmaci parlo di tutti i prodotti chimici etc delle case farmaceutiche).
Coloro che praticano l’accanimento terapeutico, che ricercano la gloria (ovvero il successo nella professione) sono davvero buoni medici, possono davvero fare una scelta migliore della mia per la mia vita ??? non penso proprio , io voglio scegliere per la mia vita e tu medico, metti a disposizione il tuo sapere per la mia vita, ma mia è la vita mia è la scelta, non tua, tu sei lo strumento (inteso come funzione e informazione) che io utilizzo per salvaguardare la mia vita. Nel momento di questa scelta a me non interessano le opinioni personali , i giuramenti e i voleri di Sandro, nel momento di questa scelta a me Persona, servono le conoscenze mediche di Sandro.
Guardiamo la cosa da un altro punto di vista. Tu vuoi allestire un sistema informatico e ti rivolgi a me che sono un professionista del settore, mi esponi il tuo problema e io metto a disposizione il mio sapere per il tuo problema e nel mio sapere ci saranno certamente suggerimenti su come realizzare il sistema, a quel punto tu deciderai se seguire o meno i miei consigli o se attuare ciò che tu pensi, e io a mia volta potrò scegliere o meno di realizzare il sistema informatico per te che potrei ritenere sbagliato in base alle tue decisioni e potrei anche realizzarlo per te pur sapendo che è sbagliato. Tu puoi scegliere e io posso scegliere.
Nel caso di mancato accordo andare ognuno per la propria strada e questo è molto molto ragionevole non trovi ???
Ciao
Marziana
