Il blog non è più una prova

Quando nel 2008 iniziai questa avventura scrissi che lo stavo facendo per lavoro, per sperimentarne logica e funzionalità.

Oggi è luogo di relazione, memoria, scambio e conservazione di informazione, dove esprimere il mio punto di vista e ascoltare quello degli altri, moderno tazebao, ma sopratutto opportunità di conoscere cosa gli altri ‘veramente’ pensano poiché vedo come grave rischio contemporaneo, quello di pensare ciò che i mediatori televisivi di comunicazione ci dicono che pensiamo e ancor peggio di credere che quanto essi sostengono è veramente quanto pensiamo.

Il blog come alternativa al pensiero unico e autentico scambio, diretto e senza mediazione.








lunedì 29 marzo 2010

Io, speriamo che me la cavo

Nulla più dei numeri e delle percentuali da conto di informazione non opinabile, tranne che in politica; in politica anche i numeri sembrano racchiudere un’opinione.
Come ormai sempre accade, tutti hanno vinto e nessuno ha perso. Ognuno reclama per se un risultato importante, forte e significativo, al minimo una buona tenuta.
Il dato più significativo e certo sin da ieri sera, l’enorme aumento dell’astensionismo, già in atto da alcuni anni, viene ignorato in una babele di parole vuote, inutili perché false e menzognere, e viene mandato ancora in onda il gioco delle tre carte, lo show di una contrapposizione insensata e fine a se stessa.

Il paese sembra più maturo, consapevole e responsabile della sua classe politica; eppure dovrebbero essere i migliori di noi ‘eletti’ alla guida del paese, e così pare accadere nelle altre democrazie europee, meno corrotte e con un basso livello di illegalità sociale (evasione fiscale, rispetto delle regole), come mai invece in Italia sembrano essere i peggiori ‘eletti’ alla guida del paese?

Cosa non funziona e non ha funzionato in questo paese che vive ormai da quasi vent’anni in mezzo al guado, se non in una palude, tra la prima e la mai raggiunta seconda Repubblica?

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