Il blog non è più una prova

Quando nel 2008 iniziai questa avventura scrissi che lo stavo facendo per lavoro, per sperimentarne logica e funzionalità.

Oggi è luogo di relazione, memoria, scambio e conservazione di informazione, dove esprimere il mio punto di vista e ascoltare quello degli altri, moderno tazebao, ma sopratutto opportunità di conoscere cosa gli altri ‘veramente’ pensano poiché vedo come grave rischio contemporaneo, quello di pensare ciò che i mediatori televisivi di comunicazione ci dicono che pensiamo e ancor peggio di credere che quanto essi sostengono è veramente quanto pensiamo.

Il blog come alternativa al pensiero unico e autentico scambio, diretto e senza mediazione.








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mercoledì 23 marzo 2011

Della logica, della razionalità e dei sentimenti

Davide Hume, il più importante dei filosofi empiristi.
Da "il mondo di Sofia" di Jostein Gaarder.
...Hume criticò il modo di pensare razionalista, secondo il quale la ragione umana è in grado di distinguere tra il bene e il male. Secondo Hume non è la ragione a stabilire le nostre parole e le nostre azioni, ma sono i sentimenti. Se decidi di aiutare qualcuno lo fai spinto dai tuoi sentimenti, non dalla tua ragione.
..." e se non voglio aiutare questa persona ?"
Anche in questo caso sono i tuoi sentimenti a guidarti. Non è ne razionale ne irrazionale negare aiuto a qualcuno: puo' essere soltanto odioso:

Per Hume tutti gli uomini provano un sentimento per la buona o cattiva sorte degli altri: abbiamo la capacità di mostrare comprensione e simpatia, ma niente di tutto questo ha a che vedere con la ragione.

"non ne sono molto convinta"

" Non è sempre così irragionevole eliminare qualcuno, se si desidera raggiungere qualcosa, puo' essere un modo molto efficace".

"No a questo mi oppongo"

"Allora potresti cercare  di spiegarmi perchè non si deve  uccidere un essere umano importuno".

"Anche l'altro essere umano ama la vita, per questo non bisogna ucciderlo".

"Questa sarebbe una dimostrazione logica?"

"Non lo so"

"Quello che hai fatto è stato dedurre da una frase descrittiva , Anche l'altro essere umano ama la vita, una frase normativa , per questo non bisogna ucciderlo. Da un punto di vista puramente logico questa è una assurdità. Allora potresti affermare: " ci sono molte persone che evadono il fisco, per cui lo dovrei fare  anch'io".
Hume sostenne che non si devono mai dedurre proposizioni con il verbo essere, proposizioni con il verbo dovere, cosa alquanto difficile anche per gli articoli  di giornale, per i programmi di partito e per i dibattimenti parlamentari, Devo farti qualche esempio?"
"si"
"Ci sono sempre più persone che desiderano viaggiare in aereo, quindi si dovrebbero costruire più aereoporti. Ti sembra che questa conclusione possa tenere?"

"Lo sviluppo di estrazioni di petrolio aumenterà lo standard di vita del Paese del dieci per cento, per cui si dovrebbero aumentare il più possibile le estrazioni di petrolio"

"Questa legge è stata approvata dal parlamento, quindi tutti i cittadini di questo Pease devono adeguarsi"eppure spesso seguire le leggi approvate dal parlamento è in contrasto con le convinzioni più radicate dell'essere umano.

Abbiamo quindi messo in chiaro che non possiamo mostrare con la ragione come ci si deve comportare. Agire in modo responsabile non significa potenziare e affinare la ragione, ma potenziare e affinare i nostri sentimenti per il bene degli altri.

Hume arrivò ad affermare che NON era in contrasto con la ragione preferire la rovina del mondo rispetto a farsi un graffio al dito.
"che affermazione sgradevole"
"Forse è ancora più sgradevole mischiare le carte in tavola. Tu sai che i nazisti hanno assassinato milioni di ebrei. Diresti che qualcosa non funzionava nella mente di questi uomini o che qualche cosa non andava nella loro sfera emotiva ?"
"Sicuramente avevano problemi di carattere emotivo"
"Molti di loro avevano menti assai lucide. Non è raro che dietro le decisioni più spietate e disumane, si celi un freddo calcolo. Dopo la guerra, numerosi nazisti furono condannati, ma non perchè si fossero comportati in modo irragionevole, bensì perchè erano stati crudeli.
In effetti capita che uomini non completamente lucidi di mente vengano assolti anche se sono colpevoli di qualche crimine. Si parla di totale infermità mentale o di incapacità di intendere e di volere. Non è mai successo invece che qualcuno sia stato assolto per insensibilità.

Comunque non è necessario ricorrere agli esempi più grotteschi, se a causa di una devastante inondazione, un popolo si ritrova in gravi difficoltà, sono i sentimenti che ci spingono a correre in suo aiuto. Se ne fossimo totalmente privi  e affidassimo la decisione al freddo calcolo razionale, forse penseremmo che la morte di milioni di uomini cade a pennello in una zona del mondo sovrappopolata.

" il fatto che si possa pensare ad una cosa del genere mi manda in bestia"
"E non è certo la tua ragione a infuriarsi".

Sono state ieri sera,  alla trasmissione otto e mezzo di Lilly Gruber su la 7, le parole del leghista Salvini ad evocare questa lettura di quindici anni fa.

Marziana

Grazie Presidente Napolitano

In questo momento in cui il paese è allo sbando totale, senza un governo reale, dove i partiti e la classe politica sono una oligarchia,  dove la maggioranza nel parlamento è asservita alla leadership e la leadership ne è ostaggio, dove i presidenti delle due camere sono in  bellicosità reciproca, dove la presidenza del consiglio è in guerra con tutte le altre istituzioni, dove le istituzioni vengono fatte a pezzi ogni giorno, dove la magistratura va oltre il suo ruolo di baluardo della legalità e pare agire come una opposizione reale, in assenza di una vera opposizione politica, il presidente Napoliano è l'unico  punto di riferimento, fermo, reale, presente  e onesto in questo paese dove la disonestà, la mezogna e il crimine  sembrano aver  superato l'onesta, la correttezza e il rispetto dell'altro.

Non sono mai stata patriottica, la Patria non è uno dei miei valori di riferimento, ma ora in questo momento storico anch'io mi unisco alle voci di tutti coloro che nei giorni scorsi hanno cantato l'inno d' Italia, l'inno dell'unità d'Italia.

VIVA L'ITALIA, dove l'Italia è quel progetto in cui nel risorgimento in molti hanno creduto e per il quale hanno combattuto e sono morti.

Mi inchino davanti ai morti del risorgimento  perchè il risorgimento ha avuto termine con la 1 guerra mondiale, da molti  vista  come la IV e ultima guerra di indipendenza, e molti sono stati i morti.

Alla storia si deve rispetto, ma sopratutto dalla storia  potremmo imparare, potremmo perchè sembriamo incapaci di farlo.

Ieri sera alla trasmissione otto e mezzo condotta da Lilly Gruber su La 7, era presente il sig. Salvini della Lega, le parole di questa persona mi hanno dato i brividi e dentro di me ho pensato: spero di non dover  mai incontrare nel momento del bisogno, un leghista sulla mia strada, perchè non solo non avrei aiuto , ma riceverei  con tutta probabilità un calcio nella schiena per essere finita prima... il livello di egoismo e disumità mi hanno lasciata senza respiro.

C'è da dire che oltre confine le cose non sembrano andare molto meglio  e mi riferisco alle crisi del nord africa e del medio  oriente, alla incapacità dell'Europa di trovare una soluzione alla situazione in Libia, ai totalitarismi  dalla Cina alla  Russia, perchè anche se in Russia il comunismo è caduto con il muro nel 1989, non possiamo certo  essere tanto ingenui da ritenere che  la Russia sia democratico, Anna Stepanovna Politkovskaja,  e così via sulla scena internazionale, l'Iran, il Pakistan, la tragedia del  Giappone...

Qualcuno dice che,  in ogni tempo,  Dio manda sulla terra 36 giusti  perchè aiutino gli uomini a non smarrire la via, come  ad esempio  Martin Luther King,   Mahatma Ghandi,  tra coloro che se ne sono andati;  Nelson MandelaAung San Suu Kyi, tra coloro che sono ancora con noi; 
se mi guardo intorno vedo i grandi andarsene ma non vedo altri giungere, come se Dio se ne fosse dimenticato, o forse anche Dio ha perso la speranza e se Lui perde la speranza noi siamo senza speranza.
Ma non è solo la speranza che pare venir meno, vedo sempre più diradarsi anche  carità e fede, come se le virtù avessero abdicato ai vizi.

Alcuni anni fa  sono stata invitata a partecipare ad una mostra di pittura il cui tema erano i peccati capitali, ho dipinto il quadro la cui foto è riprodotta qui accanto e il cui titolo è "Superbia".

Marziana

domenica 13 febbraio 2011

E se provassimo

Non è nuovo, è già stato proposto, ma mai attuato dato che il sistema continua ad imperversare.
Non so quanti lettori conta il blog, non ho attuata alcuna delle politiche di incremento dei lettori, e nemmeno di controllo degli accessi,  non voglio sottostare a questo imperativo moderno.

Nel mio piccolo, consapevole dei limiti, ma contando sul passa parola di chi legge e ci crede poichè
il passaparola di chi ci crede è la migliore delle armi:  (fine del preambolo)

PROPONGO

Non acquistiamo più prodotti e/o servizi che utilizzano il corpo della donna nella pubblicità quando la cosa non è partinente e non lo è quasi mai.
Abbiamo per le mani un enorme potere, usiamolo,  siamo noi che ogni giorno facciamo la spesa.

Se ci credete e trovata valida questa proposta fatela girare  con tutti gli strumenti possibili della comunicazione contemporanea:
sms  - mail - telefono  - cellulare - fax - facebook - tutti i social network - parlando - chiacchierando - con i post-it - con il servizio postale -
credo di non averne dimenticato alcuno, ma se l'avessi fatto, non importa, usatelo.
Marziana

venerdì 11 febbraio 2011

Se non ora quando - UN SILENZIO ASSORDANTE

Ho inviato per mail ad un nutrito gruppo di donne, molte delle quali sono amiche o conoscenti assai vicine, la locandina  relativa alla manifestazione del 13 febbraio 2011 alle 15.00  a Brescia. L' intenzione era solo quella di condividere l'informazione, niente di più e niente di meno,  dato che io andrò alla manifestazione che si terrà a Cremona dove ormai abito.
La manifestazione si terrà stessa data stessa ora anche a Cremona.

Non ho ricevuto alcun riscontro, tranne uno in verità molto laconico.
L'invio è stato fatto  non tanto per la partecipazione, quanto per il tema. Un tema importante, trasversale, apartitico. La mercificazione del corpo delle donne, il disvalore femminile, la disoccupazione, la mancanza di servizi per le famiglie, i valori di riferimento, i modelli da proporre,  banalizzando l'Italia non è una paese per donne. Un tema sul quale scambiare idee, un tema sul quale impegnarsi.
Osservo molte delle donne che abitano in parlamento e rabbrividisco, asservite, banali, di poco spessore,  prive di  argomenti, veline insomma,  recitano la lezione che gli hanno impartito prima di presentarsi ai giornalisti, ai  talk-show, replicanti di un maschile e come ogni replicante insignificanti e inutili.

Tempo fa su questo stesso blog pubblicai il post che linko di seguito
http://marzianaonline.blogspot.com/2009/09/il-corpo-delle-donne-24-minuti-ben.html, al quale Giulia mi rispose che goccia goccia l'onda sarebbe arrivata, già goccia goccia, ma a me qui pare il deserto.

Se in passato mi son chiesta: dove sono gli uomini ? ora invece mi chiedo :  dove sono le donne? perchè onestamente è nelle donne che spero, poichè  gli uomini da secoli usano e abusano del potere, le donne il potere non l'hanno mai avuto ed è questa l'unica scommessa possibile che continuino a rimanerne lontane ma che imparino a governare, a gestire, a prendersi responsabilità sociali, ad essere in primo piano senza paura, senza timore, a fare in prima persona ciò che da sempre fanno  nell'ombra.

Marziana

giovedì 29 luglio 2010

Il tg1 è veramente diventato inguardabile

Il tg1 è  veramente diventato inguardabile oltre che  inattendibile.
L'editoriale di Minzolini di questa sera lascia a dir poco senza parole, questa testata ha toccato il suo peggior minimo, tg dopo tg sempre più in basso.

Marziana

martedì 22 dicembre 2009

LETTERA APERTA A BRESCIA CATTOLICA

Pubblico questa lettera che mi è giunta via mail, interessante spunto natalizio di riflessione.

Cara Brescia cattolica, fammi un po’ capire quello che ti sta accadendo:

700 missionari sparsi per il mondo ad annunciare e testimoniare il Vangelo, tra le prime diocesi d’Italia per il numero di adozioni a distanza di seminaristi, 800 sacerdoti, 5 istituti missionari più diversi istituti religiosi aventi missioni, le adozioni a “distanza” proliferano in ogni associazione, più di 150 associazioni-onlus impegnate per la cooperazione nei paesi del sud del mondo (con forme e modalità diverse), 150 gruppi missionari nelle parrocchie che fanno informazione, formazione e raccolgono fondi per i fratelli del sud del mondo, Banca etica fa la sua parte, il Commercio equo e solidale ha raggiunto i 29 negozi, 7 ONG da anni operano per il sud del mondo ... e potremmo continuare. Non manca certo l’attenzione agli ultimi, ai poveri, agli “altri”.

“Senza Verità, senza fiducia e amore per il vero, non c’è coscienza e responsabilità sociale, e l’agire sociale cade in balia degli interessi privati e di logiche di potere, con effetti disgregatori sulla società, tanto più in una società in via di globalizzazione, in momenti difficili come quelli attuali” (caritas in veritate, 5)
La verità è che c’è qualcosa che non funziona al di là di questa luminosa facciata e di questa gloriosa storia.

Siamo sempre stati in grado di far coabitare virtuosamente diavolo e acqua santa. Infatti siamo tra i primi produttori e commercianti di armi al mondo e non se ne può parlare.

Cresce, anche nelle nostre parrocchie e fra i preti e religiosi, una cultura leghista ben lontana dal vangelo (si raccolgono firme per difendere il crocifisso, brandendolo come una spada e urlando “nessuno potrà mai privarci dei nostri simboli, della nostra storia e della nostra identità”: che tristezza e che vergogna!). Dilaga la violenza verbale, culturale e aumentano i gesti di avversità contro gli stranieri ( ci mancava pure l’ultima trovata del CIE - Centro di Identificazione e Espulsione - che non renderà Brescia più sicura ma certamente più conflittuale). Continuiamo a maltrattare l’ambiente in cui viviamo e privilegiamo logiche di cementificazione e di inutile inquinamento o l’idea di guadagnare su tutto privatizzando ciò che spetta a tutti (vedi l’acqua). Consumiamo, pro capite, 25 volte più di un abitante dei paesi del sud del mondo. Tolleriamo (e votiamo) leggi apertamente ingiuste e inique. Dimentichiamo la coscienza pur di intrupparci in logiche di potere e di partito. Ci lamentiamo della chiesa e dei vertici (giustamente), per i loro silenzi e connivenze, ma non sappiamo vivere una sincera, libera e adulta vita di fede nell’economia, nella politica, nell’educazione. Chiediamo privilegi che non riconosceremo mai ad altri. Inneggiamo al Papa e poi prepariamo delibere che calpestano la dignità della persona e i diritti umani.

I fatti di Coccaglio e di Rovato ci turbano e ci interrogano. Ci turba la violenza gratuita e insensata contro due giovani tanto quanto l’odio e la violenza che cresce dentro le nostre comunità. 4 manifestazioni in 4 giorni e totale incapacità di dialogare e lavorare insieme per il bene comune.
Chiedere giustizia e legalità non ci esime dal coraggio dell’ospitalità e dell’accoglienza.
Chiedere sicurezza e meno violenza non ci esime dalla valutazione della mole di violenza che noi abbiamo seminato nel mondo e stiamo seminando nel nostro mondo. Chiedere attenzione alla famiglia non cancella la responsabilità di espellere famiglie intere in nome di leggi fatte dal centrosinistra o di un pacchetto sicurezza scandalosamente ingiusto (il sindaco di Coccaglio avrà formalmente ragione ma la formalità del rispetto delle leggi in questo caso e in molti altri non si coniuga più con la libertà di coscienza e il bene dell’uomo).

Chiedere identità significa fare seriamente il punto sulla qualità della nostra vita e scelta cristiana, di singoli e di comunità. Se le destre e le sinistre che in questi giorni hanno innegggiato al crocifisso e al bianco Natale, se chi vuole mettere la croce sulla bandiera italiana si fermassero a leggere e vivessero il Vangelo nulla di questo sarebbe accaduto. Intanto le comunità cristiane balbettano, o tacciono.
Ci domandiamo cosa abbiamo da perdere e perchè abbiamo così tante paure. Ci domandiamo perchè le nostre comunità si sono incattivite. Ci domandiamo perchè, anche nei nostri consigli pastorali e fuori dalle chiese, in paesi a maggioranza cattolica, è più facile sentire una bestemmia piuttosto che una parola di speranza. Ci domandiamo perchè sia rilanciato un cattolicesimo che cerca poltrone e potere piuttosto che uno stile di vita libero, povero e in dialogo costante con il mondo (vi consigliamo di leggere le due interviste a Cesare Trebeschi e a Graziano Tarantini su Bresciaoggi del 7 novembre 2009 per capire cosa c’è in gioco).
Siamo invece certi che Gesù ci chiede di stare con gli ultimi, di servire e non farci servire, di scegliere Dio e non il denaro, di costruire pace e nonviolenza, di essere benedizione e non maledizione. Buoni, liberi, poveri e coraggiosi compagni di viaggio per questo mondo che chiede incontro e non censure e chiusure.
A quando un discernimento veramente comunitario?

don Fabio Corazzina, parroco di S. Maria in Silva – Brescia
Claudio Treccani, animatore del Centro Missionario Diocesano
Francesca Martinengo, una giovane studentessa

Brescia 30 novembre 2009

sabato 24 ottobre 2009

METTERE I GOVERNI DAVANTI ALL'EVIDENZA - VALUTAZIONE DELLE POLITICHE, WEB 2.0 E COMPETENZA DEI CITTADINI

Convegno 27 ottobre 2009
Incollo la mail che ho ricevuto, contiene tutta l'informazione.

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MILANO
Dipartimento di Studi Sociali e Politici
Dipartimento di Informatica e Comunicazione

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METTERE I GOVERNI DAVANTI ALL'EVIDENZA
VALUTAZIONE DELLE POLITICHE, WEB 2.0 E COMPETENZA DEI CITTADINI
===============================================================

Martedì 27 ottobre 2009
ore 9 - 18

SALA NAPOLEONICA
Via S. Antonio, 12
Milano

===============================================================

Programma e relatori al sito: www.pubblica.org


L'evidenza che serve per migliorare le politiche pubbliche può venire da
diverse fonti: dalla valutazione professionale, dal giornalismo di
inchiesta, dalla competenza che i cittadini acquisiscono quando utilizzano
le politiche pubbliche e confrontano i loro giudizi, oggi soprattutto
attraverso Internet.

Nelle comparazioni internazionali, l'Italia si distingue per una duplice
debolezza:
- per la fragilità delle infrastrutture istituzionali per la valutazione
professionale
- per la sottoutilizzazione delle risorse che l'ICT offre alle
amministrazioni per agganciare i giudizi e le proposte del pubblico più
attento.

La ricerca presentata in questo convegno ha analizzato le cause e gli
effetti di queste carenze e ha individuato alcune tendenze su cui è
possibile fare leva per portare più conoscenza nell'azione dei governi

domenica 7 giugno 2009

Cibo EMERGENZA Globale

Segnalo che sul National Geographic Italia di giugno è pubblicato un approfondito articolo sulla fame nel mondo.

Entro il 2050 il mondo avrà altri tre miliardi di bocche da sfamare. Ma già adesso oltre un miliardo di persone rischia la fame, la domanda globale di cibo supera l¿offerta e i prezzi sono a livelli record. Come aumentare la produzione senza danneggiare ulteriormente l¿ambiente?
Autore: Joel K. Bourne, Jr. - Foto: John Stanmeyer


Purtroppo on-line è disponibile solo la citazione che ho riportato sopra, quindi per chi fosse interessato non rimane che acquistare la rivista in edicola.

E' invece disponibile integralmente sul sito della National Geographic, l'articolo in lingua inglese.

Marziana

giovedì 16 aprile 2009

L'Aquila, una testimonianza dal terremoto.

Riporto di seguito la mail di un conoscente che pubblico su espressa autorizzazione e dalla quale elimino i riferimenti territoriali esplici in quanto nulla tolgono o aggiungono all'informazione poichè l'obiettivo non è distribuire la colpa ma conoscere da chi c'è stato e ha voglia di raccontare cio' che i canali ufficiali hanno taciuto. Spero che altri vogliano lasciare la loro testimonianza sul blog.

"Ciao

Mia moglie è arrivata a casa molto avvelenata. Ha visto e ha confrontato quanto la televisione ci propone nei giorni seguenti.

Ha gradito l’esperienza anche se ha visto cose molto negative.

Partenza da qui, operativi in 2/3 ore. In autostrada una fila interminabile di mezzi per i soccorsi. Tutti dalla lombardia, i primi a muoversi e i più organizzati.

Arrivo in area territoriale e li tutto arruffato e si comincia a rallentare per l’afflusso troppo massiccio.

Arrivo sul posto tempo lungo di attesa e indicazione dove si dovevano recare. Sbagliata la strada due volte o tre. Il terremoto è in valle abbastanza piana dove c’è l’aquila.

L'associazione dei volontari è dirottata a 1200 mt sul mare su un pianoro a fianco della valle. Arrivo verso la mezzanotte. L'associazione dei volontari non ha navigatori ne garmin ne altro tipo. Assurdo.

Nessuno ti da una mano con delle cartine. Se ci fossero collegamenti internet e web si avrebbe tutta la documentazione per arrivare in zona. Contatti con la centrale della protezione civile

Difficile,il metodo telefonico è insufficiente. Arrivo e passa ancora tempo prima di capire cosa dobbiamo fare. Finalmente gli ordinano di impiantare le tende.

La gente dorme tutta in macchina (la scossa delle tre antecedente, 24 ore inutili) Dormire qualche ora al freddo totale (1/2 gradi siamo in montagna) senza abbigliamento adatto.

L'associazione dei volontari verrà aspramente sgridata perché non ha le necessarie divise, cappelli, cinture. Mancanza dell'associazione dei volontari da cui dipendiamo.

Al mattino cominciano ad arrivare le persone qui dirottate per essere ospitate in tenda. Di fronte la caserma della guardia di finanza e alcuni altri edifici illuminati tutta notte e vuoti.

Noi nel campo senza corrente perché in 24 ore e poi 48 ne i militari ne la protezione civile non ha fornito ne generatori ne stufe per riscaldare le tende. Possiamo solo distribuire un po di te o latte caldo. Il pranzo del mezzogiorno arriva alle 5 del pomeriggio (un giorno e mezzo dopo) dopo una violentissima lite con la centrale operativa.

In pianura molti non hanno piantato ancora le cucine da campo. Dopo altre 36 ore la dottoressa ,con altra lite furibonda, ottiene una scatola di medicinali

Per le pressioni alte, asma e altri acciacchi tipici dei bambini e delle persone anziane. La situazione leggermente si stabilizza. La terra trema continuamente anche in modo

Terrorizzante. Le case rotte e lesionate sono tante. La gente è spaesata e impaurita. Solo bambini giocano perché non si va a scuola ed è sempre mezza allegria per questo.

La gente si affeziona all'associazione dei volontari che le aiuta anche nelle piccole cose e ringraziano continuamente.

Però la gente non fa niente assolutamente. Non sfiora un badile, non aiuta a montare le tende, non fa assolutamente niente. In friuli era il contrario,mandavano via i soccorsi perché volevano fare loro. Infatti ci sono persone nell'associazione dei volontari che ha vissuto anche quell’esperienza. Alcuni dottori arrivati nelle prime 24 ore non vengono accettate nei paesi di valle più colpiti. Arrivano all'associazione dei volontari e vengono accolte e messe all’opera. Si sente una mancanza totale di vero coordino delle risorse della protezione civile. Evidentissimo l’allaccio enel dopo 6 giorni

Mancano in modo palese generatori di corrente e stufette per riscaldare le tende. La staff di persone romane e dintorni che fanno il nucleo centrale della organizzazione ancora una volta non si è smentita. Dopo i 6 giorni primari, i giornalisti sono sempre a caccia di lamentele, di gente che piange, di storie lacrimose,in parte dovute perché la disgrazia e la tragedia è tanta, ma c’è anche il dovere di vedere che tipo di intervento ha svolto la protezione civile. Che è migliore dall’ultima catastrofe ,ma non all’altezza della situazione.

E qui un pensierino ai santoro di turno che percepiscono la tragedia della disorganizzazione , ma la vogliono piegare solo per il fine politico: colpire Berlusconi, non per la gente d’abruzzo.

Da testimonianze dirette della gente sul posto: episodio ospedale aquila.

Preventivo 20 anni fa 20 miliardi. 20 anni di costruzione e totale finale 250 miliardi. Il pronto soccorso edificato su più piani (contrariamente alla soluzione intelligente di un piano solo, è raggiungibile solo attraversando in un sottopasso l’ospedale intero. Se l’ospedale crolla il pronto soccorso non è raggiungibile. E qui il tracollo della intellighenzia progettuale dei nostri architetti ben pagati. Roba da pestarli al ludibrio in piazza. Schifosamente incapaci.

Al 6 giorno arrivano i soccorsi dalla calabria. La sicilia fa sapere che non ha fondi per mandare aiuti. (pochi giorni fa si era saputo di un comune siciliano che aveva esattamente 6 volte i dipendenti che normalmente vengono assunti per gestire un comune di pari abitanti.

Mia moglie se ne è venuta a casa con un senso totale di sfacelo e forse tornerà ancora qualche giorno per fare altre cose al campo e per dare cambio alle persone. Vivissima la sensazione negativa di avere visto tantissimi abruzzesi e molto giovani con le mani in tasca davanti ai bar a osservare i volontari delle associazioni a fare qualcosa oltre che a estrarre i sopravvissuti, o i cadaveri dei loro parenti o conoscenti. Questa è la realtà e i giornalisti l’hanno omessa in modo palese. Se non ci fosse questa omertà si potrebbe organizzare una protezione civile degna di questo nome. Basterebbe affidare a un corpo d’armata di alpini e tutto si risolverebbe.

Non pensare che io sia razzista oppure pensalo, i fatti però dicono che le culture del meridione falliscono su tutta la linea e quelli che ti ho riferito sono verità.

Ciao

(omissis) "

mercoledì 16 luglio 2008

LE DONNE: SONO LORO CHE MANCANO


Nel 2006 ho frequentato un corso all’Universtià di Brescia dal titolo “Donne, politica ed istituzioni” che trattava del tema della “non presenza” femminile nel mondo politico. L’argomento ha sempre suscita il mio interesse.

Ed in questi giorni, dalla lettura del libro intitolato “La Deriva: perché l’Italia rischia il naufragio”, continuo ad apprendere dati sconcertanti.

Pagina XVII: “Le donne: sono loro che più ci mancano. Basta scorrere l’elenco dei manager più pagati pubblicato dal “Sole 24 ore” alla fine del marzo 2008: Matteo, Cesare, Riccardo, Giovanni, Gabriele, Luciano………….Per trovare una donna bisogna scendere all’ottantesimo posto: Luisa Torchia, consigliera di amministrazione di Atlantia (Gruppo Autostrade), Cassa depositi e prestiti e Acea. Tra le prime cento in realtà, avrebbero rivelato i bilanci successivi, ce ne sono altre: Jonella Ligresti, Giulia Ligresti e Marina Berlusconi. Rispettivamente figlie di Salvatore Ligresti e Silvio Berlusconi. Ma donne non “figlie di”? ZERO”. Aggiungo io, non è cambiato molto dai tempi del Sette – Ottocento ad oggi. Le donne ai vertici “anonime” non hanno posto. Così come non hanno peso nel mondo del lavoro; quando riescono a raggiungere una posizione di rilievo difficilmente viene considerata meritata.

Continuano gli autori “Il tasso di occupazione femminile, un dato che spesso coincide con quello dei Paesi più ricchi, ci vedeva nel 1996 nella posizione di coda. Adesso siamo, col 46% ultimissimi. Dopo la Grecia, la Polonia, l’Ungheria…..Ultimissimi. Dieci punti sotto la Repubblica Ceca. Quindici sotto la Slovenia. Venti sotto gli Stati Uniti e la Finlandia. Quasi trenta sotto la Danimarca”. Ma questo non è in controtendenza al fatto che le donne sono più determinate e che sono loro che portano a termine in maggior numero gli studi? E poi cosa succede, perché le donne non hanno possibilità non dico di accedere al vertice, ma addirittura di lavorare?

L’Italia ha la percentuale più bassa d’Europa delle donne leader: 17,2%, dodici punti sotto la media europea.

Per non parlare poi del rapporto donna – politica: il peso delle donne in Parlamento e al governo è dell’11%, dietro di noi c’è solo la Polonia. I paesi più competitivi dell’Occidente hanno una forte presenza di ministre.

E in conclusione mi chiedo: perché noi avvaliamo questa situazione? Perché noi donne partecipiamo alla determinazione o/e subiamo questa situazione? Perché ci lasciamo appiattire?

Vorrei trovare la risposta a queste domande, ma per trovarla serve il confronto con altre donne, con altre realtà.Per questo ho deciso di mettere di seguito la traduzione in inglese di queste riflessioni.


Per altre informazioni

www.pariopportunita.it

www.retenazionaledpi.it


On 2006 I attended a course at the University of Brescia from title “Women, politics and institutions” that deals with the problem of “no presence” of women in the political word. This subject has been aroused my interest.
And in these days, from the reading of the book entitled “La Deriva: why Italy does risk the failure”, I read in the book perplexing data.
Page XVII: “The women: are them that are absents. Well, glacing through the list of most paid manager published in the newspaper “Il Sole 24 0re” at the end of 2008: Matteo, Cesare, Riccardo, Giovanni, Gabriele, Luciano…….. To find a woman it needs to go down at the eightieth post: Luisa Torchia, council member of Atlantia (Gruppo Austostrade),Cassa depositi e prestiti and Acea.
Between the first hundred really, there are others: Jonella Ligresti, Giulia Ligresti e Marina Berlusconi. Respectively daughters of Salvatore Ligresti and Silvio Berlusconi. But women not “Daughters of”? Zero. I add, it doesn’t change anything from long time, since ‘700 – ‘800 until today. Women leader “anonymous” haven’t a place, neither in the working environment.
Writers resume: “The female occupation rate, a data that often correspond with that of the most riches countries, it saws us in the 1996 at the end. Now, we are with 46% the latest after Greece, Poland, Hungary….latest , ten points under Chechnya, fifteen under Slovenia, twenty under U.S.A. and Filandia.
Almost thirty under Denmark. But these, is not trendy with the women determination and also with the idea that a larger numbers of women finish school.
And than, why women can’t to be leader or simply workers?
Italy has the lower percentage of women leader: 17,2% , twelve points under European average.
Women in Parliament and in the government are 11%, after Italy only Poland.
The most competitive Western Europe Countries have a big presence of women in politics.
And us, why do we allow this situation?
Why do we disappear?

mercoledì 9 luglio 2008

il mondo di RAWA




Alcune settimane fa sono andata ad un incontro sul tema "Democrazia e/è sviluppo".
Mi interessava l'argomento e soprattutto l’opportunità di ascoltare voci fuoricampo.
Uomini e donne che hanno vissuto in prima persona la drammaticità e i problemi di un paese come l'Afghanistan.

Vivere è altro dal vedere. Volevo provare a capire, cercare di documentarmi. Il punto di vista cambia, è totalmente diverso.
Mettersi al centro del cerchio, girarsi piano piano e il mondo appare a 360 gradi.

Così ho incontrato il mondo di RAWA. RAWA Int.
Il video di un’aderente all’associazione e una breve presentazione della rappresentante del CISDA (Coordinamento Italiano Sostegno Donne Afgane) hanno messo in luce con sensibilità e sguardo femminile, la loro attività e il loro pensiero.

Mi hanno colpito il coraggio: rischiano la vita, la volontà, la pulizia morale, la chiarezza di intenti e pensiero, che nonostante il dominio di genere trovano dentro di sè, difendendoli e coltivandoli.
Le condizioni sfavorevoli non hanno impedito la nascita di un albero meraviglioso, invisibile a chi non sa guardare, ma con profonde ed estese radici che abbracciano l’Afghanistan e non solo.

Moderne aracnidi di Internet tessono relazioni e giungono ovunque.

Potenza della tecnologia ma soprattutto dell’amore per la Vita.
Fantasmi azzurri, senza volto, senza corpo, cancellati, annullati, ma più vivi che mai.

Portano linfa al paese, a dispetto delle tradizioni, della violenza, della paura, della guerra, della miseria.
Una ribellione silenziosa: agiscono! Percorrono il territorio, parlano con la gente, raccolgono richieste, vedono i bisogni reali e poi progettano.
Come trovare luoghi da trasformare in un’aule , ambulatori.

Fanno ciò che lo stato non fa.

Nonostante le missioni di pace e gli interventi umanitari finalizzati al sostegno degli afgani, in verità sono i “portatori di pace”, ad essere salvati dalla morte dello spirito e dall’annientamento della fede.
Gli “angeli azzurri” impongono alle coscienze riflessioni, interrogativi, valutazioni che smuovono l’indifferenza, rammentando cosa significa scegliere, vivere e morire veramente.

Obiettivi fondamentali del loro agire sono istruzione ed educazione.
L’ignoranza impedisce l’ emancipazione: da uno stato fantoccio, dalla miseria, dalla guerra ed alla persona di divenire ciò che può/deve essere.
Lo hanno capito; lo sviluppo della conoscenza e della capacità di pensiero critico consentirà al loro popolo di difendere i propri diritti e di lottare contro lo status quo.

Quando si risorge, si risorge dentro e non certo fuori.
Penso che l’Afghanistan lo stia facendo, in modo lento e invisibile, grazie anche a queste donne e a tutti coloro che le aiutano.

giovedì 3 luglio 2008

INFANTICIDIO

Scrissi l’articolo che riporto di seguito nell’ottobre del 1991, sono trascorsi 17 anni, ma è ancora cronaca:

“RIFLESSIONI
Il due aprile scorso sfogliando il “Corriere della Sera” mi è balzato all’occhio l’articolo pubblicato a pag. 37, della sedicenne ricoverata dai genitori all’ospedale di Sant’Anna di Como in preda a fortissimi dolori addominali. rivelatisi poi spasmi post-parto.
Il ritrovamento della bimba ormai morta nella soffitta di casa. Negli ultimi 6 mesi altri 3 casi analoghi; l’ultimo due settimana fa. Il ritrovamento nel cassonetto dell’immondizia. Apparentemente genitori, insegnanti e amici non si erano accorti di nulla.
Tali notizie suscitano in me stupore e turbamento ma anche amarezza e rabbia, sentimenti contrastanti che mi inducono a riflettere. Ritenevo che certi fatti non potessero più accadere e fossero relegati nella cronaca d’altri tempi, mi sbagliavo!
Mi chiedo cosa ne è stato delle battaglie femminili e della rivoluzione sessuale che hanno investito il nostro paese nell’ultimo trentennio, se una ragazza di 16 anni non sa come evitare una gravidanza indesiderata, ma ancor peggio, sente di non poterne parlare con genitori e amici, o rivolgersi ad un consultorio.
Posso sono intuire il dramma di un’adolescente che affronta “sola” un problema tanto grande perché “la paura” dell’altrui condanna è ancora più grande. L’epilogo è scontato, il parto; l’abbandono non….. sui gradini di una chiesa, ma in un cassonetto, gettato da un’auto in corsa o da una finestra dentro ad una scatola di cartone, è la cronaca degli ultimi 3 mesi.
Forse le grandi battaglie sono stata tutte combattute ma la penetrazione, nel tessuto sociale dei cambiamenti prodotti, è certamente più lenta di quanto invece auspicabile.
Simili eventi coinvolgono tutti, non solo l’universo femminile, e ci dovrebbero indurre a riflettere.”


Già alla fine del ‘700 Pestalozzi si era posto il problema nel suo saggio: “ ‘Legislazione e infanticidio’ dove mette in luce con la sua antinomia della Natura, del piano superiore (come dovrebbe essere il mondo) e del piano inferiore (come il mondo è). La madre non coniugata: natura superiore non può non amare il proprio figlio, ma la natura inferiore giunge al delitto.
Lo stato: che sorge per tutelare il benessere dei cittadini (natura superiore) mettendo al bando la ragazza madre la induce all’infanticidio (natura inferiore). In quanto l’infanticidio nasce dal senso del pudore (che è insito nella natura umana) e il senso del pudore conduce a leggi disumane (poste dalla società).” La questione così come si impone al Pestalozzi lascia emergere un’antinomia che non è solo nella natura individuale, ma si istituisce altresì tra individuo e società.

Ora il problema non è più ‘solo’ della ragazza madre ma si è esteso a molte donne in situazioni di disagio.

Il più recente in cronaca, 2 luglio, lui ce l’ha fatta.
http://www.metropolisweb.it/legginews.asp?idarticolo=9563
http://www.panorama.it/home/articolo/idAA020001377369?template=templateSky

Un mese prima, il 3 giugno, anche lui ce l’ha fatta.
http://news.centrodiascolto.it/view/265951

martedì 1 luglio 2008

Offerte di lavoro & età

Da quando ne ho memoria negli annunci di lavoro viene indicata un' età per il candidato.
Età minima, età massima.
Età che spesso contrasta con l'esperienza richiesta e il tempo di formazione.

Da lungo tempo mi interrogo sul perchè di una simile richiesta. Che importanza puo' avere rispetto al lavoro da svolgere una volta definiti requisiti, competenze ed eventuali titoli ? (eventuali titoli poichè stabilite le competenze, il titolo non dovrebbe avere più importanza alcuna).
Sarebbe interessante sapere la ragione poichè per quante ipotesi abbia formulato nessuna ha resistito alle ragioni della logica. L'età del candidato non ha relazione alcuna con il lavoro da svolgere una volta specificati i requisiti e le competenze.
Ho invece notato che nei bandi e negli avvisi di lavoro della pubblica amministrazione questo dato pare non essere richiesto.
Secondo l'attuale normativa che regola il lavoro è possibile accedervi a partire dal compimento del 14 anno di età, fino all'età pensionabile e oltre per chi lo desidera.
Secondo l'articolo uno della Costituzione:

"L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione."

Quindi il lavoro come diritto-bene-dovere di ogni singolo cittadino, ma allora perchè questa discriminazione negli annunci di lavoro?
Sono solo io a chiedermelo o qualcun'altro lo ha già fatto prima di me ? qualcuno che magari ha già portato avanti il problema nelle opportune sedi ? e come si fece per la discriminazione di genere nella destinazione degli annunci di lavoro, anche questa discriminante potrebbe essere superata?

giovedì 19 giugno 2008

La Vita è un valore

Nove anni fa, in occasione delle elezioni amministrative, mi fu chiesto di scrivere un breve articolo, da pubblicare sul notiziario locale, che esprimesse al femminile il punto di vista sulla sicurezza.

Il tema è tuttora di grande attualità e a distanza di nove anni 'purtroppo' anche il mio articolo. Poco o nulla pare cambiato.

"
La vita è un valore

Oggi vivere è difficile. Chi di noi non ha affermato questo almeno una volta nella vita?
Quanti hanno cercato la risposta a quel male sottile che ogni giorno si insinua nelle nostre vite, impedendoci di goderle?
Quanti di noi si chiedono perché la mattina ci muoviamo come automi, rispettando agende con impegni infiniti, super organizzati, giocando sempre d'anticipo perché altrimenti "non ci stiamo dentro"?
Corriamo sempre, sempre più in fretta, verso una meta remota che non sappiamo più dove si trovi. Corriamo perché tutti corrono, perché il tempo sfugge, perché se non corri sei fuori. Corriamo perché...
E alla sera rincasiamo, esausti, incapaci di un sorriso, senza più una scintilla di vita e il giorno dopo ricominciamo, schegge impazzite nelle metropoli della pubblicità, dei centri commerciali, scatole vuote senza più essenza. Abbiamo creato un sistema che ci stritola e del quale siamo diventati
servitori piuttosto che fruitori. Ma non dovrebbe essere il sistema al servizio dell'uomo?
L'uomo come centro; la vita come valore primario.
Tutto questo dov'è finito? Al centro è stato posto il "Mercato", il "Denaro" e noi giriamo attorno a questo centro e ogni giorno combattiamo per questo obbiettivo; ma il denaro è solo un mezzo, serve per vivere. Senza danaro non potremmo scambiare, dovremmo tornare al baratto, un sistema scomodo, ma che forse ci darebbe nuovamente il senso del valore delle cose.
Chi sa fare, ha qualche cosa da scambiare.
Allora vedremmo quanti vivono sfruttando il valore e la ricchezza altrui. Con il denaro non vediamo più che esiste ancora lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo, esiste ancora la schiavitù; semplicemente si esplicano con altre modalità, avanzate tecnologie, che danno l'idea di un'illusoria libertà.
Gli uomini, come ogni altra creatura che abita il pianeta, hanno una loro natura profonda, con la quale hanno perso il contatto. Abbiamo perso il contatto con le nostre radici ed ora vaghiamo inconsapevoli nell'etere. Negli ultimi dieci anni abbiamo avuto una recrudescenza di questo male che ci affligge. La confusione in noi è la confusione nelle nostre scelte politiche, sociali ed economiche.
Da quanto tempo non si vedono progetti politici, ma solo beghe di palazzo, delazione e distruzione dell'avversario politico, piuttosto che desiderio di costruzione di un nuovo progetto per un nuovo sistema? lo ne ho persa la memoria, per questo ho raccolto l'invito dei Socialisti Democratici ed ho deciso di muovermi, di fare qualcosa, ciò che posso.
Sono una donna e come tale ho una maggiore sensibilità verso i problemi che ogni giorno affliggono le famiglie. Strutture carenti, trasporti pubblici inefficaci, pochi e costosi gli asili nido, le scuole, per non parlare della sanità. La lista potrebbe diventare infinita e fare elenchi non serve.
Il basso indice di natalità la dice lunga sulla difficoltà di mettere al mondo un figlio, mantenerlo economicamente, dargli una guida per aiutarlo a crescere e diventare una persona serena. I più cedono le armi.
Forse non ci rendiamo conto che i bambini sono il bene più prezioso di una società, hanno un grande valore.
Ma se non rimettiamo a posto la scala dei valori non possiamo comprenderlo e allora solo il danaro pare racchiudere un valore.
Se neghiamo il valore della vita, come possono essere sicuri il nostro mondo, le nostre strade, la nostra città? Sappiamo tutti bene quanto sia pericoloso per i ragazzi e per le donne sole uscire la sera, frequentare determinate zone della città.
Tutti sappiamo, siamo super informati, quanti delitti raccapriccianti vengono commessi, quanti abusi, quante violenze. A nulla serve aumentare le difese, costruire fortezze.
Non esiste la fortezza inviolabile. Allora, che fare?
Ristabiliamo la scala, dei valori. Rimettiamo il valore dell'uomo come portatore di vita al primo posto. La gioia e la serenità come obbiettivo e proviamo a lavorare per questo. La solidarietà al posto della competizione. Lo "scambio" il dono, al posto della depredazione dell'altro.
Ritroviamo la nostra dignità, rispettiamo la diversità.
Ogni essere umano è diverso dall'altro. Noi abbiamo dato vita ad una società che ci vuole uguali, perché non ha compreso che uguaglianza significa uguali diritti, uguali doveri verso noi stessi e verso gli altri, nel rispetto della diversità di ogni essere umano, perché come mai fiocco di neve è sceso uguale ad un altro, mai essere umano è nato uguale ad un altro.

maggio-giugno 1999 – pag. 3
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lunedì 16 giugno 2008

...E SE I RIFIUTI DI NAPOLI FOSSERO RADIOATTIVI

Avevo intenzione di aprire un post con questa riflessione, vedo che ci ha già pensato Jeremy Rifkin, ecco il link:

http://www.promiseland.it
Così ci salveremo dal nucleare
Jeremy Rifkin: Le centrali sono una "soluzione di retroguardia" e non risolveranno il problema...
11-06-2008 - Fonte: La Repubblica.it
http://www.promiseland.it/view.php?id=2460