Il blog non è più una prova

Quando nel 2008 iniziai questa avventura scrissi che lo stavo facendo per lavoro, per sperimentarne logica e funzionalità.

Oggi è luogo di relazione, memoria, scambio e conservazione di informazione, dove esprimere il mio punto di vista e ascoltare quello degli altri, moderno tazebao, ma sopratutto opportunità di conoscere cosa gli altri ‘veramente’ pensano poiché vedo come grave rischio contemporaneo, quello di pensare ciò che i mediatori televisivi di comunicazione ci dicono che pensiamo e ancor peggio di credere che quanto essi sostengono è veramente quanto pensiamo.

Il blog come alternativa al pensiero unico e autentico scambio, diretto e senza mediazione.








venerdì 29 marzo 2013

Indignazione dei giornalisti, ovvero breve storia dei supporti moderni

A proposito della indignazione dei giornalisti nei confronti di Beppe Grillo, oggi ho voglia di dire la mia.

Negli anni scorsi i giornalisti, con ben poche eccezioni hanno sorretto la coda del potere, come le damigelle fanno con l'abito della sposa.
Chiariamo, l'Italia è una democrazia apparente, in realtà è una partitocrazia.
Davanti i partiti,  e dietro i giornalisti a sostegno del potere. Alcuni direttamente scrivendo per i giornali di partito, altri  indirettamente e con sicumera di imparzialità.
Sono molto pochi  coloro che con spirito critico e funzione sociale esercitano il  mestiere del giornalista, e sono praticamente assenti dai principali network televisivi, salvo pochissime ed insufficienti eccezioni.

Che ora i lacchè si indignino, è quantomeno curioso. Il potere costituito dai partiti non avrebbe potuto giungere sin  qui senza il loro appoggio, e chi ha fatto strada l'ha fatta grazie al potere, due poteri, quello politico e quello della comunicazione , strettamente connessi.

La vera battaglia che secondo me si sta veramente giocando è quella tra TV e Rete. I poteri mediatico e politco oggi si esprimono sopratutto attraverso il canale televisivo , sempre meno nei giornali e l'ultima campagna elettorale lo ha dimostrato.

Perchè la Rete fa paura ai partiti e ancora di più ai giornalisti che non mancano quasi mai l'occasione di denigrarla e tratteggiarne la pericolosità e la poca attendibilità?
La Rete sta al nostro tempo come la stampa a caratteri mobili di Guttenberg stava al suo, decretando di fatto l'ingresso nell'era moderna.
Questo è il  vero punto della questione,  il supporto modifica i contenuti.
Con la stampa a caratteri mobili nasce il libro come oggi lo conosciamo e con esso la diffusione della conoscenza , nascono i giornali e con essi la diffusione dell'informazione.
Ciò ha operato grandissimi cambiamenti sociali che hanno modificato la conoscenza, i contenuti  che i supporti ospitano.

Il potenziale della Rete è immenso e spaventa,  spaventa sopratutto il potere, perchè il potere sa che la conoscenza è il suo vero unico antagonista e non  a caso il potere ha sempre osteggiatgo e negato la conoscenza ai più, oggi come ieri, basta ripercorrere la storia degli imperi e delle tirannie e la storia delle nostre recenti riforme scolastiche, i fondi ridotti quando non negati a ricerca e cultura.

Come non capire che la rete è un luogo straordinario, dove ognuno puo' condividere e diffondere contenuti direttamente e senza alcun tipo di  mediazione, come io ora sto facendo, e ognuno prende se vuole, quando vuole,quel che vuole. La Tv è invece il mediatore per eccellenza, e non a caso si parla di canale televisivo, che incanala , manipola, e diffonde cio' che ritiene con grande discrezionalità di giornalisti ed editori a sostegno del potere.

Ora il supporto ha fatto un balzo in avanti, è reale, fisico, ma impalpabile e non localizzabile, un sistema distribuito  in tutto il pianeta, milioni di computers interconnessi, complessi sistemi di cashing e di repliche di informazione.
I Savonarola del nostro tempo non  bruciano i libri ma attaccano la Rete, la rete è il nuovo confine della paura del potere, questa la reale posta in gioco

Ho detto la mia, voi se volete, dite la vostra
Marziana



Italia e Politica

Italia e politica, è davvero un titolo banale, ma non è venuto niente di meglio.

Tento una definizione di cosa è oggi la politica in Italia.

Retorica, demagogia, populismo. La politica è anche questo ma non puo' essere solo questo; purtroppo oggi la politica in  Italia è solo questo.

Molte chiacchiere, tante opinioni, nessuna azione.

Gli opinionisti sono le nuove star della Tv,  sempre le stesse persone che passano da un talk-show ad un altro,  ripetono un copione , snocciolano il loro punto di vista, consumati attori  del palcoscenico televisivo dove  NOI non possiamo nemmeno commentare con un post,  ne mettere almeno un faccina di approvazione o disapprovazione, dove NOI non siamo nemmeno comparse, siamo spettatori  'statistici',  sondaggi, share;  nel teatro antico come in quello moderno il pubblico è parte della rappresentazione, nessun attore reciterebbe in un teatro vuoto, il pubblico interagisce, è presente reale, approva e disapprova e chi sta sul palco lo sa e se la rappresentazione è un fiasco e non gradita, non viene riproposta, tuttalpiù a fine stagione finisce in soffitta.
 La politica italiana e gli opinionisti  sembrano invece sfuggire a questa regola, inossidabili, 20 anni di nulla e di chiacchiere sul nulla.

Udite, udite, come papabili per un governo istituzionale solo nomi maschili, udite udite, nemmeno un nome femminile, ne  come premier ne come presidente della repubblica.
Perchè finalmente non un premier al femminile e perchè non tutta la squadra al femminile ?

Perchè nessuno ha proposta Emma, il cognome non serve se parliamo di Emma in questo contesto tutti sappiamo di chi stiamo parlando, perchè non premier, perchè non presidente della Repubblica non le manca nulla, conosce la politica, la macchina istituzionale, il mondo e tutto il resto, una vita dedicata alla politica, ma nemmeno una macchia, nessun scandalo,  nessuno ha fatto il suo nome, nemmeno per errore, forse troppo brava e troppo onesta ?  invece mi propongono Rodotà, Amato, come se non avessero già fatto abbastanza guai , come se il loro assegno pensionistico non fosse fino troppo  pingue.

Escludendo la Fornero,  per la sua impopolarità,  Severino e Cancellieri hanno fatto in modo onorevole il loro lavoro, sono state coerenti con il mandato e le affermazioni fatte, diversamente da Monti.
Cosa temiamo?  che le donne finalmente portino un po di fattualità in luogo delle chiacchiere  e dei bizantinismi esposti dalla  attuale classe politica maschile o maschildominante?

Marziana

venerdì 15 marzo 2013

La cosa buona nel buio dell' Italia contemporanea

La cosa buona nel buio dell'Italia contemporanea è la presenta di giovani donne e giovani uomini , cittadini qualunque, eletti, alla Camera e al Senato.
Sto seguendo la diretta dell' elezione dei due presidenti e vedere giovani e donne che s'aggirano in quelle stanze mi riscalda il cuore, un filo di luce, una speranza.

Marziana

mercoledì 25 gennaio 2012

Dimostrazioni di piazza

Metto sul blog alla spicciolata alcune riflessioni.
Perchè ho la sensazione che le manifestazioni di piazza degli autotrasportaori e non solo siano manovrate ? da chi ? Perchè penso alla criminalità organizzata a cui certamente ordine rinnovamento e legalità certamente non fanno piacere.

Perchè in pochi giorni e con molta decisione la riforma delle pensioni che ha coinvolto milioni di persone (senza santi in parlamento perchè i pensionati santi non ne hanno)  e ora invece timidezza e tempi lunghi per le liberalizzzazioni che numericamente riguardano un manipolo di persone , ma le cui corporazioni molti santi hanno in parlamento ?

Perchè qualcuno paga e molti eludono ed evadono e anche se pochi quando picchiano i pugni  le reazioni ci sono.
Perchè durante le proteste romane subito e giustamente c'è stato l'intervento della polizia per fermare i black-block e ora invece gli autotrasportatori bloccano, prevaricano , picchiano e niente, il paese sembra un far-west.
Perchè i politici si nascondono dietro al governo dei ' tecnici' invece di sostenerlo con forza seppure in queste quanto mai timide liberalizzazioni.

Perchè peggio dei politci mi sembrano solo i sindacati, vecchi, superati, senza un'idea, che da mesi come un mantra ripetono che l'articolo 18 non si tocca ? dove sono i sindacati ? nel 2012 o sono rimasti negli anni 70?  perchè quando li sento parlare davvero non mi sembra che abbiano preso visione degli enormi cambiamenti nel mondo e nel mercato del lavoro, nel  paese , meglio nel pianeta dato che il contesto globale non puo' essere ignorato, è la cornice dentro la quale vanno viste scelte ed azioni, il sindacato no, indietro di 40 anni, loro parlano ad un paese che non  c'è più.

mercoledì 17 agosto 2011

Medjugorje: verità o millanteria?

Quest'anno ho deciso di fare un pellegrinaggio. E' il primo della mia vita. Sono partita profana, non sono una cristiana praticante. Ho visto un servizio alla televisione di Paolo Brosio che parlava di Medjugorje e mi ha incuriosito.
Ho deciso con il mio compagno di andare per qualche giorno a visitare questo luogo di culto.
Il viaggio in bus è stato abbastanza lungo (circa 14 ore) siamo partiti all'alba e arrivati alla sera.
Il centro di Medjugorie è molto commerciale, ma se ti guardi attorno scorgi i bambini che cercano cibo nei bidoni della spazzatura. A 10 kilometri da Medjugorie i vecchi scampati alla guerra vivono con i pochi viveri distribuiti da volontari (1 metro quadrato di legna per ciascuno deve durare tutto l'inverno). Le commesse per pochi soldi lavorano nei negozi di souvenir.
Medjguorie mantiene invece una certa discrezione nei luoghi dove avvengono le apparizioni. I visitatori nei luoghi di culto sono tantissimi di giorno e di notte e qui regna un silenzio assoluto.
I veggenti sono sei. Tutti sono sposati, nessuno di loro a scelto di essere né sacerdote né suora, come invece è successo precedentemente come per esempio per Fatima.
I sei veggenti (allora tutti minorenni) sono stati arrestati e picchiati dal regime al potere e il parroco ancora oggi porta le ferite delle torture subite durante il carcere a seguito del riconoscimento delle apparizioni della Madonna. Il parroco non ha subito riconosciuto come tali le apparizioni, ma solo in un secondo momento. Da allora è stato perseguitato e tutt'ora allontanato da Medjugorie (attualmente mi sembra si trovi in Austria).
I veggenti sono stati sottoposti a diversi controlli scientifici durante le apparizioni. Tutti e sei durante le apparizioni diventano insensibili a qualsiasi sollecitazione esterna (compreso il dolore) e succedono fenomeni strani alle pupille degli occhi (purtroppo non so entrare nei dettagli).
Scientificamente non si è riusciti a spiegare cosa succede ai veggenti durante le apparizioni e ancora oggi (dopo trent'anni) i veggenti non sono stati dichiarati dei millantatori.
Ciò che più mi ha stupito è che comunque le richieste della Madonna sono Mir (pace) e preghiera. Nient'altro. In questi luoghi devastati dalla guerra e dall'odio.
In pochi giorni ho potuto vedere la testimonianza di una suora che ha aperto un orfanotrofio per i bambini restati senza genitori dopo la guerra (che vive di Provvidenza,delle donazioni che arrivano per non dover sottostare alle regole di nessuno), di ragazzi che lavorano in una comunità nata per il recupero di alcolizzati e drogati, di una ragazza salvata dalla prostituzione ed ora volontaria in una comunità dove cerca di riabilitarsi.
Due persone che erano con noi, hanno acquistato e consegnato personalmente (accompagnate da gente del posto) dei viveri per il campo profughi di 75 famiglie cristiane esiliate dai mussulmani vicini.
L'aria che si respira, al di là dei negozi e delle auto di lusso che comunque si vedono, è di fede e di carità. O perlomeno di speranza per un mondo di pace.
I miracoli sono avvenuti, anche due settimane fa, ma non vengono riconosciuti dalla Chiesa finché non cessano.
Personalmente sono partita molto titubante, sono tornata confusa,,,senza certezze ma con una scossa nel cuore.
Cosa ne pensate?
Elisabetta

mercoledì 23 marzo 2011

Della logica, della razionalità e dei sentimenti

Davide Hume, il più importante dei filosofi empiristi.
Da "il mondo di Sofia" di Jostein Gaarder.
...Hume criticò il modo di pensare razionalista, secondo il quale la ragione umana è in grado di distinguere tra il bene e il male. Secondo Hume non è la ragione a stabilire le nostre parole e le nostre azioni, ma sono i sentimenti. Se decidi di aiutare qualcuno lo fai spinto dai tuoi sentimenti, non dalla tua ragione.
..." e se non voglio aiutare questa persona ?"
Anche in questo caso sono i tuoi sentimenti a guidarti. Non è ne razionale ne irrazionale negare aiuto a qualcuno: puo' essere soltanto odioso:

Per Hume tutti gli uomini provano un sentimento per la buona o cattiva sorte degli altri: abbiamo la capacità di mostrare comprensione e simpatia, ma niente di tutto questo ha a che vedere con la ragione.

"non ne sono molto convinta"

" Non è sempre così irragionevole eliminare qualcuno, se si desidera raggiungere qualcosa, puo' essere un modo molto efficace".

"No a questo mi oppongo"

"Allora potresti cercare  di spiegarmi perchè non si deve  uccidere un essere umano importuno".

"Anche l'altro essere umano ama la vita, per questo non bisogna ucciderlo".

"Questa sarebbe una dimostrazione logica?"

"Non lo so"

"Quello che hai fatto è stato dedurre da una frase descrittiva , Anche l'altro essere umano ama la vita, una frase normativa , per questo non bisogna ucciderlo. Da un punto di vista puramente logico questa è una assurdità. Allora potresti affermare: " ci sono molte persone che evadono il fisco, per cui lo dovrei fare  anch'io".
Hume sostenne che non si devono mai dedurre proposizioni con il verbo essere, proposizioni con il verbo dovere, cosa alquanto difficile anche per gli articoli  di giornale, per i programmi di partito e per i dibattimenti parlamentari, Devo farti qualche esempio?"
"si"
"Ci sono sempre più persone che desiderano viaggiare in aereo, quindi si dovrebbero costruire più aereoporti. Ti sembra che questa conclusione possa tenere?"

"Lo sviluppo di estrazioni di petrolio aumenterà lo standard di vita del Paese del dieci per cento, per cui si dovrebbero aumentare il più possibile le estrazioni di petrolio"

"Questa legge è stata approvata dal parlamento, quindi tutti i cittadini di questo Pease devono adeguarsi"eppure spesso seguire le leggi approvate dal parlamento è in contrasto con le convinzioni più radicate dell'essere umano.

Abbiamo quindi messo in chiaro che non possiamo mostrare con la ragione come ci si deve comportare. Agire in modo responsabile non significa potenziare e affinare la ragione, ma potenziare e affinare i nostri sentimenti per il bene degli altri.

Hume arrivò ad affermare che NON era in contrasto con la ragione preferire la rovina del mondo rispetto a farsi un graffio al dito.
"che affermazione sgradevole"
"Forse è ancora più sgradevole mischiare le carte in tavola. Tu sai che i nazisti hanno assassinato milioni di ebrei. Diresti che qualcosa non funzionava nella mente di questi uomini o che qualche cosa non andava nella loro sfera emotiva ?"
"Sicuramente avevano problemi di carattere emotivo"
"Molti di loro avevano menti assai lucide. Non è raro che dietro le decisioni più spietate e disumane, si celi un freddo calcolo. Dopo la guerra, numerosi nazisti furono condannati, ma non perchè si fossero comportati in modo irragionevole, bensì perchè erano stati crudeli.
In effetti capita che uomini non completamente lucidi di mente vengano assolti anche se sono colpevoli di qualche crimine. Si parla di totale infermità mentale o di incapacità di intendere e di volere. Non è mai successo invece che qualcuno sia stato assolto per insensibilità.

Comunque non è necessario ricorrere agli esempi più grotteschi, se a causa di una devastante inondazione, un popolo si ritrova in gravi difficoltà, sono i sentimenti che ci spingono a correre in suo aiuto. Se ne fossimo totalmente privi  e affidassimo la decisione al freddo calcolo razionale, forse penseremmo che la morte di milioni di uomini cade a pennello in una zona del mondo sovrappopolata.

" il fatto che si possa pensare ad una cosa del genere mi manda in bestia"
"E non è certo la tua ragione a infuriarsi".

Sono state ieri sera,  alla trasmissione otto e mezzo di Lilly Gruber su la 7, le parole del leghista Salvini ad evocare questa lettura di quindici anni fa.

Marziana

Grazie Presidente Napolitano

In questo momento in cui il paese è allo sbando totale, senza un governo reale, dove i partiti e la classe politica sono una oligarchia,  dove la maggioranza nel parlamento è asservita alla leadership e la leadership ne è ostaggio, dove i presidenti delle due camere sono in  bellicosità reciproca, dove la presidenza del consiglio è in guerra con tutte le altre istituzioni, dove le istituzioni vengono fatte a pezzi ogni giorno, dove la magistratura va oltre il suo ruolo di baluardo della legalità e pare agire come una opposizione reale, in assenza di una vera opposizione politica, il presidente Napoliano è l'unico  punto di riferimento, fermo, reale, presente  e onesto in questo paese dove la disonestà, la mezogna e il crimine  sembrano aver  superato l'onesta, la correttezza e il rispetto dell'altro.

Non sono mai stata patriottica, la Patria non è uno dei miei valori di riferimento, ma ora in questo momento storico anch'io mi unisco alle voci di tutti coloro che nei giorni scorsi hanno cantato l'inno d' Italia, l'inno dell'unità d'Italia.

VIVA L'ITALIA, dove l'Italia è quel progetto in cui nel risorgimento in molti hanno creduto e per il quale hanno combattuto e sono morti.

Mi inchino davanti ai morti del risorgimento  perchè il risorgimento ha avuto termine con la 1 guerra mondiale, da molti  vista  come la IV e ultima guerra di indipendenza, e molti sono stati i morti.

Alla storia si deve rispetto, ma sopratutto dalla storia  potremmo imparare, potremmo perchè sembriamo incapaci di farlo.

Ieri sera alla trasmissione otto e mezzo condotta da Lilly Gruber su La 7, era presente il sig. Salvini della Lega, le parole di questa persona mi hanno dato i brividi e dentro di me ho pensato: spero di non dover  mai incontrare nel momento del bisogno, un leghista sulla mia strada, perchè non solo non avrei aiuto , ma riceverei  con tutta probabilità un calcio nella schiena per essere finita prima... il livello di egoismo e disumità mi hanno lasciata senza respiro.

C'è da dire che oltre confine le cose non sembrano andare molto meglio  e mi riferisco alle crisi del nord africa e del medio  oriente, alla incapacità dell'Europa di trovare una soluzione alla situazione in Libia, ai totalitarismi  dalla Cina alla  Russia, perchè anche se in Russia il comunismo è caduto con il muro nel 1989, non possiamo certo  essere tanto ingenui da ritenere che  la Russia sia democratico, Anna Stepanovna Politkovskaja,  e così via sulla scena internazionale, l'Iran, il Pakistan, la tragedia del  Giappone...

Qualcuno dice che,  in ogni tempo,  Dio manda sulla terra 36 giusti  perchè aiutino gli uomini a non smarrire la via, come  ad esempio  Martin Luther King,   Mahatma Ghandi,  tra coloro che se ne sono andati;  Nelson MandelaAung San Suu Kyi, tra coloro che sono ancora con noi; 
se mi guardo intorno vedo i grandi andarsene ma non vedo altri giungere, come se Dio se ne fosse dimenticato, o forse anche Dio ha perso la speranza e se Lui perde la speranza noi siamo senza speranza.
Ma non è solo la speranza che pare venir meno, vedo sempre più diradarsi anche  carità e fede, come se le virtù avessero abdicato ai vizi.

Alcuni anni fa  sono stata invitata a partecipare ad una mostra di pittura il cui tema erano i peccati capitali, ho dipinto il quadro la cui foto è riprodotta qui accanto e il cui titolo è "Superbia".

Marziana

domenica 27 febbraio 2011

Come riportare la democrazia in Italia ?

Ammesso e non concesso che l'Italia come il resto del mondo abbia mai visto una vera democrazia, e concesso non è poichè questo pianeta la democrazia non l'ha mai vista.
Ciò che invece è concesso è il viaggio verso questo mai raggiunto traguardo. 
La situazione italiana:
l' Italia ha  da lungo tempo innescata la retromarcia, invece di un progresso verso assistiamo a un ritorno verso la dittatura, verso il fasciamo, perchè in Italia la dittatura è stata il 'Fascismo' e questo è stato il problema dell'Italia.

La dittatura  'Comunista' è stata di altre realtà d'oltre Cortina come si diceva un tempo, ma non certamente italiana.

Quando spirò il vento di mani pulite si sperò in un rinnovamento, nel ridimensionamento della corruzione, in un reale  progresso verso la democrazia, così purtroppo non è stato e da anni assistiamo ad una lotta cieca e sorda ad un' escalation di  corruzione, evasione fiscale, oscurantismo, ignoranza, aggressività e violenza verbale e in alcune circostanze non solo verbale, ad una delegittimazione dell'avversario.

Un paese in lotta con se stesso e la lotta con se stessi ha un solo epilogo.

Da mesi mi interrogo e mi chiedo cosa possano fare gli Italiani, ormai  privati della loro prerogativa, ovvero di esercitare il diritto di voto, scegliendo non solo il partito ma anche i propri rappresentanti attraverso la preferenza e dove esercitare il potere dell'uno, ovvero in democrazione ognuno ha diritto ad  1 voto e ogni voto vale 1.
Tutto ciò in Italia non vale più,  poichè la democrazia è un sistema,  del quale il voto è la massima espressione, ma il sistema si sta sgretolando e io 'cittadino' e NON 'suddito' di questo paese tremo, tremo e sono impaurita e in continuazione mi chiedo  cosa posso fare perchè la democrazia torni a fiorire e ogni volta che mi interrogo sono consapevole  che il potere che posso esercitare senza privare gli altri del loro è = 1 e che l'uno  da solo , nel rispetto degli altri, ben poco puo', ed è proprio questo limite che ci garantisce la democrazia.
Posso parlare, posso comunicare, posso informare, posso richiamare l'attenzione, posso argomentare, posso essere coerente, ma tutto questo nel rispetto dei diritti dell'altro.
In Italia però il terreno dei diritti e dei doveri è un confine indistinto dove ne diritti, ne doveri, ne giustizia,  sono, come dovrebbero essere eguali per tutti.
In questo paese sembra che 1 non abbia lo stesso peso.
 Ci sono Uno che pesano per 1 tonnellata  1 uno che pesano per 1 grammo , ma questa non è democrazia, questo è un regime illiberale.
Mi si obietterà che abbiamo votato e scelto, già ma votano anche in Cina e votavano anche nei paese ex Urss e si votava anche nell'ex Jugoslavia. Non basta esercitare il diritto di voto, è altrettanto importante il contesto in cui si vota e la legge elettorale di riferimento, ma questo le tonnellate dimenticano di dirlo ai grammi.

Oltre alla  paura provo anche una grande amarezza,  avessi 20 di meno me ne andrei da questo paese corrotto e in disfacimento.
Marziana

martedì 22 febbraio 2011

Ci siamo (italiani) bevuti il cervello e mangiati il cuore?

A proposito della crisi in Nord Africa.
Ho or ora ascoltato il notiziario, sono state intervistate alcune persone, mi pare tutte della Lombardia, il cui pensiero posso così riassumere:

"Non possiamo ospitarli, quando arriva la nave gli diamo da  bere e mangiare,  poi la giriamo e li rimandiamo a casa loro".

Certo che ci sarà un arrivo abnorme, certo che ci dobbiamo gestire e coordinare con l'Europa, certo che è un problema, ma è un problema UMANO, un problema umano spaventoso.

Arrivarono molti albanesi, 20 anni fa,  attraverso il canale di Otranto, fu un enorme emergenza umanitaria a cui si seppe rispondere e far fronte, allora non sentii nessuno esprimersi con questa 'bestialità' e 'brutalita' e mi sono detta coma ormai da tempo faccio: ci siamo bevuti il cervello, ma oggi il pensiero è andato oltre;

ci siamo bevuti il cervello e mangiati il cuore.

Che futuro potrà mai avere un corpo senza cuore e senza cervello:  l'unica immagine che si è affacciata alla mente è stato il film : I MORTI VIVENTI, GLI ZOMBI, è questo che siamo diventati?

Marziana

lunedì 21 febbraio 2011

Nord Africa, la rivolta, cosa mi sono persa ?

La rivolta in Tunisia mi ha sorpresa, quella d'Egitto mi ha stupita, ora la Libia mi lascia attonita e sono senza parole difronte al Bahrein.

Mi chiedo cosa mi è sfuggito, cosa mi sono persa, in cosa mi sono distratta,  perchè nulla lasciava intravedere quanto sta accadendo in medio oriente e nord africa.
Gli osservatori internazionali  cosa hanno osservato? cosa hanno capito? e da noi non si fa più giornalismo?
non c'era alcun sentore di quanto stava per accadere ? Perchè se in Tunisia e in Egitto è la fame e la miseria, così non è in Libia e in Bahrein, qui è la mancanza di libertà, quindi una coscienza e una consapevolezza  straordinarie e fino ad ora insospettabili, credo sia lecito chiedersi, forse è da noi che l'informazione viene filtrata e passa solo quanto si vuol passare e veniamo tenuti all'oscuro mentre pensiamo di avere ogni informazione ?
Quanto  sta accadendo, dal punto di vista storico è paragonabile alla caduta del muro del 1989, alla  rivoluzione fancese del 1789, alla rivoluzione russa del  1917. Difficile credere che nessuno lo sospettasse.
 Non so cosa  è peggio, se l' aver taciuto o non essersi  davvero accorti.
Marziana

domenica 13 febbraio 2011

E se provassimo

Non è nuovo, è già stato proposto, ma mai attuato dato che il sistema continua ad imperversare.
Non so quanti lettori conta il blog, non ho attuata alcuna delle politiche di incremento dei lettori, e nemmeno di controllo degli accessi,  non voglio sottostare a questo imperativo moderno.

Nel mio piccolo, consapevole dei limiti, ma contando sul passa parola di chi legge e ci crede poichè
il passaparola di chi ci crede è la migliore delle armi:  (fine del preambolo)

PROPONGO

Non acquistiamo più prodotti e/o servizi che utilizzano il corpo della donna nella pubblicità quando la cosa non è partinente e non lo è quasi mai.
Abbiamo per le mani un enorme potere, usiamolo,  siamo noi che ogni giorno facciamo la spesa.

Se ci credete e trovata valida questa proposta fatela girare  con tutti gli strumenti possibili della comunicazione contemporanea:
sms  - mail - telefono  - cellulare - fax - facebook - tutti i social network - parlando - chiacchierando - con i post-it - con il servizio postale -
credo di non averne dimenticato alcuno, ma se l'avessi fatto, non importa, usatelo.
Marziana

L'ipocrisia è un omaggio che il vizio rende alla virtù

L'ipocrisia è un omaggio che il vizio rende alla virtù.
(François de La Rochefoucauld)
In Italia l'ipocrisia ha trovato ospitalità e regno e sovrana domina;  se  si riconosce a questo aforisma un fondamento di verità, si  puo' affermare che l'Italia è il paese del vizio.

Che dire difronte agli avvocati  e ai portavoce che per difendere la nomenclatura si arrampicano sugli specchi come tanti azzeccagarbugli di manzoniana memoria.

L'Italia di oggi pare proprio l'Italia degli azzeccagarbugli, degli affabulatori che con la comunicazione manipolano chi non ha strumenti  difesa, proprio come l'Azzeccagarbugli  che prese i capponi di Renzo, lo cacciò di casa, non gli risolse il problema... tempi duri .... L'imbroglio eretto a sistema, perchè è a questo a cui  stiamo assistendo, ma quanto potrà ancora reggere un paese che si base sull'imbroglio, sulla mistifazione ,  sulla menzogna , sull'omissione continua?

Marziana

venerdì 11 febbraio 2011

Se non ora quando - UN SILENZIO ASSORDANTE

Ho inviato per mail ad un nutrito gruppo di donne, molte delle quali sono amiche o conoscenti assai vicine, la locandina  relativa alla manifestazione del 13 febbraio 2011 alle 15.00  a Brescia. L' intenzione era solo quella di condividere l'informazione, niente di più e niente di meno,  dato che io andrò alla manifestazione che si terrà a Cremona dove ormai abito.
La manifestazione si terrà stessa data stessa ora anche a Cremona.

Non ho ricevuto alcun riscontro, tranne uno in verità molto laconico.
L'invio è stato fatto  non tanto per la partecipazione, quanto per il tema. Un tema importante, trasversale, apartitico. La mercificazione del corpo delle donne, il disvalore femminile, la disoccupazione, la mancanza di servizi per le famiglie, i valori di riferimento, i modelli da proporre,  banalizzando l'Italia non è una paese per donne. Un tema sul quale scambiare idee, un tema sul quale impegnarsi.
Osservo molte delle donne che abitano in parlamento e rabbrividisco, asservite, banali, di poco spessore,  prive di  argomenti, veline insomma,  recitano la lezione che gli hanno impartito prima di presentarsi ai giornalisti, ai  talk-show, replicanti di un maschile e come ogni replicante insignificanti e inutili.

Tempo fa su questo stesso blog pubblicai il post che linko di seguito
http://marzianaonline.blogspot.com/2009/09/il-corpo-delle-donne-24-minuti-ben.html, al quale Giulia mi rispose che goccia goccia l'onda sarebbe arrivata, già goccia goccia, ma a me qui pare il deserto.

Se in passato mi son chiesta: dove sono gli uomini ? ora invece mi chiedo :  dove sono le donne? perchè onestamente è nelle donne che spero, poichè  gli uomini da secoli usano e abusano del potere, le donne il potere non l'hanno mai avuto ed è questa l'unica scommessa possibile che continuino a rimanerne lontane ma che imparino a governare, a gestire, a prendersi responsabilità sociali, ad essere in primo piano senza paura, senza timore, a fare in prima persona ciò che da sempre fanno  nell'ombra.

Marziana

giovedì 3 febbraio 2011

La voce del dissenso
Riporto in basso alcune riunioni e manifestazioni di piazza programmate a breve, contro l’imperversare di una politica dimentica e sprezzante del principio per cui è nata: il bene comune, proiettata solo verso interessi /piaceri personali gestiti in modo vergognoso.

Far sentire e vedere il crescente, diffuso malessere mostra che non esiste solo la massa ma persone con capacità di giudizio e volontà di dissenso.

Riprendendo un’accattivante inno pro Silvio : “Meno male che la piazza c’è”.

"Dal web alle piazze le donne dicono BASTA

proVE tecniche di indignazione. La manifestazione delle donne a Milano. Le loro sciarpe bianche sventolate in segno di lutto per il Paese. Poi le pentole e i coperchi di Firenze. Milano e Firenze sono state solo l'inizio, le prime di una lunga serie di giornate di mobilitazione. "Berlusconi, dimettiti". Una richiesta che attraversa parti sempre più consistenti della società italiana. Con le donne in prima fila. A rivendicare dignità e rispetto. E a chiedere al premier un passo indietro. Il calendario delle proteste contro Silvio Berlusconi va aggiornato di continuo. Occhi puntati sulla manifestazione di Libertà e Giustizia, a Milano, sabato 5 febbraio. Poi domenica 13 febbraio. probabile data di una grande mobilitazione nazionale. Una lunga rincorsa per saltare oltre il berlusconismo.

La protesta cresce in volume e intensità. E mentre si fissano i paletti, gli appuntamenti
definiti, crescono le iniziative spontanee. Come "Uno striscione ad ogni balcone", l'idea lanciata in rete dal gruppo Gli Indignati. Il messaggio da pubblicizzare è, ovviamente, "Berlusconi, dimettiti". Proposte anche eccentriche e provocatorie, come quella di Arianna Ciccone e di Valigia Blu. Che, sulla falsariga del lancio di monetine a Bettino Craxi, ha proposto il lancio di mutandine: appuntamento ad Arcore il 6 febbraio in concomitanza con la manifestazione del Popolo Viola.

2 febbraio. Si riunisce a Roma, alle 13 e 30, il direttivo dell'associazione Articolo 21. All'ordine del giorno l'organizzazione di una grande manifestazione di piazza in difesa della Costituzione. L'idea è bipartisan. Si parte da un appello lanciato dagli onorevoli Giuseppe Giulietti, all'opposizione nel gruppo misto, e Fabio Granata (Fli). Che scrivono: "E' davvero giunto il momento di promuovere una grande iniziativa unitaria, capace di unire quanti si riconoscono nella Costituzione".

5 febbraio. E' il giorno di Libertà di Giustizia 4. Al Palasharp di Milano, dalle 15. L'associazione guidata da Gustavo Zagrebelsky e Sandra Bonsanti parte da "Resignation", l'appello per chiedere le dimissioni del premier: 90mila firme in meno di una settimana. Molto attesi gli interventi di Zagrebelsky, Umberto Eco, Paul Ginsborg e Roberto Saviano. Alla manifestazione hanno già aderito Giovanni Bachelet, Bice Biagi, Carla Biagi, Susanna Camusso, Beppino Englaro, Gad Lerner e Moni Ovadia. "Troveremo insieme le dimissioni e liberarci dal potere corrotto e corruttore di Silvio Berlusconi, dal fango, dagli attacchi alla Costituzione e alla magistratura".

6 febbraio. Entra in scena il Popolo Viola. Con un gesto eclatante, provocatorio. Del tutto pacifico. Una marcia ad Arcore, proprio sotto il naso di Silvio Berlusconi. A pochi metri dalla celebre, purtroppo, sala del Bunga Bunga. Questa la piattaforma: "Andiamo sotto casa di Berlusconi a pretendere le dimissioni. Speravamo in un programma politico di Governo che non fosse rintanarsi in un postribolo con papponi e prostitute..".

12 febbraio. Ancora il Popolo Viola. Che in decine di città italiane darà vita al più rumoroso dei sit-in. A base di pentole e coperchi. Un baccano infernale. Lo slogan è "Friggiamo il governo". Il principio di partenza: "L'Italia non è una Repubblica fondata sulla prostituzione". Tra le città che aderiscono: Roma, Napoli, Torino, Palermo, Savona, Catania e Taranto.

13 febbraio E' il giorno delle donne italiane. Che manifesteranno a Roma. Perché la loro esperienza di vita "è cancellata dalla ripetuta, indecente, ostentata rappresentazione delle donne come nudo oggetto di scambio sessuale offerta da giornali, televisioni, pubblicità". Anche qui, tante adesioni: Francesca e Cristina Comencini, Valeria Parrella, Giulia Bongiorno, Anna Finocchiaro, iSusanna Camusso, Inge Feltrinelli, Flavia Perina, Margherita Buy, Laura Morante. A questo indirizzo mail è possibile fornire la propria adesione: mobilitazione.nazionale.donne@gmail.com 5

L'appuntamento è anche al tribunale di Milano. Per manifestare solidarietà ai giudici e ai magistrati italiani. Offesi dalle parole del presidente del Consiglio. A lanciare l'iniziativa Barbara Spinelli, Marco Travaglio e Michele Santoro. Un appello subito ripreso sul web da migliaia di cittadini. Obiettivo: la difesa dell'indipendenza della magistratura, della libertà d'informazione e dei valori fondamentali della Costituzione"

venerdì 21 gennaio 2011

Il bunga bunga della vergogna

In questo blog più volte si è parlato della donna e della sua importanza nella società ad ogni livello e per ogni ruolo. E per questo non si può tralasciare di fissare sul web ancora una volta l'amarezza per la situazione di questi giorni.
Il Financial Times ha parlato di "una profonda vergogna per l'Italia" per il caso conosciuto come bunga bunga.
Le accuse mosse al capo del governo, tra cui prostituzione minorile, sono molto gravi e necessitano di un chiarimento doveroso nei confronti dell'Italia, della sua immagine all'estero e delle donne.
Ancora una volta emerge dal quadro complessivo della situazione una donna oggetto: bella, smarrita, disperata e usata.
La donna viene premiata, dalla politica e dalla società, solo perchè avvenente e disponibile non perchè capace e con un minimo di dignità e amor proprio.
Non si può restare indifferenti, nè uomini nè donne, di fronte ad una promessa di "quote rosa" in parlamento mentre nella realtà la donna è ancora "merce da scambio".

martedì 18 gennaio 2011

Il valore della responsabilità

Riporto un interessante passo dell'editoriale di Tullio Gregory pubblicato sul Corriere della Sera il 10/12/2010:
"Forse proprio la deresponsabilizzazione costituisce il motivo comune del variopinto e sconfortante panorama italiano. Non è responsabile il politico che promette e non mantiene, non lo è il chirurgo che trascura il paziente per litigare con il collega, non i commissari di un concorso palesemente irregolare, non il ragazzo che, non avendo studiato, viene bocciato, non il giornalista che non si accerta della veridicità di una notizia prima di riportarla, non il presidente di un ente - di raccolta di spazzatura o di ricerca - che assume amici e parenti senza concorso, per chiamata diretta; non gli organi preposti alla tutela del patrimonio artistico che va in rovina, non i dirigenti dei servizi pubblici e della protezione civile, quando lasciano tanti cittadini una notte in autostrada, bloccati dalla neve ampiamente prevista".
Aggiungo nessuno è responsabile per la morte di un neonato a pochi giorni da Natale nel centro di Bologna?
Allora che ci stiamo a fare, siamo tutti distratti?
www.corriere.it/editoriali/10_dicembre_27

lunedì 16 agosto 2010

Democrazia ?

incollo qui sotto il link ad un post di Iacona, lo trovo davvero interessante, ma sopratutto realistico e condivido:

http://vincenzoiacona.wordpress.com/2010/08/10/democrazia/

domenica 15 agosto 2010

Sfigurata dai talebani, in copertina su Time

Il Time di agosto dedica la copertina ad Aisha, una diciottenne afghana sfigurata dai talebani, con l’amputazione del naso e delle orecchie. Il periodico ha dedicato il servizio più importante alla condizione delle donne afghane.
TG e notiziari radiofonici ne hanno dato ampio risalto. Anch’io come tutti sono stata colpita dalla brutalità dei talebani, ma non mi ha meno colpita lo stupore che aleggiava intorno alla notizia e che diffondeva oltre all’ incredulità, anche la sensazione che tali comportamenti appartengo a quella cultura arcaica e tribale e sono quanto di più lontano dal civile occidente e dall’Italia.
Riporto di seguito i link relativi ad alcuni recentissimi eventi verificatisi nella civilissima Italia, puramente a titolo di esempio tra i numerosi che abitano quotidianamente la cronaca.

http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cronaca/Donna-uccisa-e-gettata-nel-lago-di-Como-aspettava-un-bambino_235030642.html

http://www.intopic.it/notizia/2149801/

http://www.dailyblog.it/ragazza-violentata-a-capri-giovane-interrogato-in-commissariato-la-17enne-francese-ha-lasciato-volontariamente-lospedale/07/08/2010/

Nata Femmina

In Italia le donne non vengono mutilate, ma vengono uccise, massacrate di botte, violentate. Quanto praticato ad Aisha è terribile, ma lei è ancora viva e grazie ad un intervento al volto potrà ritrovare le sue sembianze e continuare a vivere, le donne uccise giacciono invisibili sotto una coltre di terra, dimenticate, ignorate.
Più comodo pensare che qui la brutalità e la violenza verso le donne non avvengano e che vi sono pochi e isolati casi. Niente di più falso, come altrettanto falsa è l’idea che violenze e stupri avvengano fuori; NON è COSI’ LA MAGGIOR PARTE DELLE VIOLENZE AVVIENE IN FAMIGLIA.

Mi auguro che in futuro Time vorrà dedicare una copertina e il servizio più importante alla condizione delle donne Italiane.

sabato 14 agosto 2010

Pillola RU486 – Aifa Approva

Il 30 Luglio 2010 con 4 voti favorevoli e uno contrario Aifa approva, ad un anno dalla sperimentazione, la commercializzazione della pillola anche in Italia, con i limiti della somministrazione che può essere fatta solo in ospedale, diversamente dagli altri paesi della Cee.
Le polemiche continuano ad impazzare, ogni occasione è buona per prendere di mira la 194 e il diritto delle donne ad abortire.
Ogni volta di fronte a tutto questo sento una grande amarezza e mi sorge spontanea sempre la medesima riflessione: se gli uomini (intesi come maschi e non genere umano), se Chiesa e dintorni avessero parlato e agito con tanto accanimento contro la produzione e l’uso di armi da guerra e civili, contro le violenze su e verso le donne, contro la fame, contro il commercio mondiale che affama i paesi più poveri, contro la corruzione, avremmo certamente risolto gran parte dei mali del mondo, invece l’accanimento politico (soprattutto e prevalentemente maschile) e religioso solo e sempre contro l’aborto.
Ricordo che fino a pochi decenni fa, a causa della cultura cattolica, quando si trattava di scegliere tra la vita del nascituro e quella della madre, si decideva sempre, sempre di sacrificare la vita della donna.
Fortunatamente la società civile ha fatto si che questo trend venisse modificato, ma quanto tempo, quante morti!

Il foglio
Repubblica
La stampa

giovedì 12 agosto 2010

I Privilegi di Venezia e il Mercato Globale

Tempo fa fui molto colpita, leggendo il libro “l’Enigma di Piero”, dal racconto storico relativo ai privilegi di Venezia nel mondo Bizantino e della cattiva fama che nel in tale mondo aveva il commercio; così narra l’autrice:

“Ma se vogliamo capire perché Venezia avesse tanta voce in capitolo su Bisanzio, dobbiamo arretrare alla metà dell’undicesimo secolo. Tutto era cominciato quando un eccesso di realismo politico aveva indotto il basileus Alessio I Comneno a emanare un insieme di privilegi commerciali così esauriente e dettagliato da modificare per sempre la storia economica del Mediterraneo. Il fatidico crisobollo di Alessio, un editto sigillato da una bolla d’oro, si articolava in 8 privilegi. I più carichi di conseguenze erano il quinto e il settimo, che consentivano la costituzione nel Corno d’Oro nel cuore di Costantinopoli, di una colonia mercantile veneziana permanente, e che garantivano alla Serenissima il diritto di compravendita di ogni genere di merce in tutte le regioni dell’impero, con esenzione di qualsiasi dazio, tassa o interesse spettante al Tesoro. Quella di Alessio sarebbe stata la prima di una serie crescente di concessioni, diventando la pietra angolare dell’impero coloniale veneziano nel Levante.


Il reale apporto di Bisanzio con Venezia non si comprende senza tenere conto della cattiva fama che nel mondo bizantino aveva il commercio. Si narra che nel nono secolo l’illuminato imperatore Teofilo ordinò di incendiare un mercantile quando venne a sapere, con vergogna, che apparteneva a sua moglie. Esisteva nell’etica dell’alta aristocrazia e in genere dell’élite bizantina un vero e proprio rigetto culturale del commercio. Il commercio era vergognoso.



Non si trattava solo dell’opinione dei teologi, della condanna del profitto e del lucro, tradizionale in tutta la chiesa cristiana nel medioevo. C’era di più. C’era una concreta diffidenza dei cittadini di ogni livello verso il mercato, un sostanziale, radicato disprezzo per quella che Baudelaire chiamerà “l’essenza satanica del commercio”.


Quanto siamo distanti oggi da quella visione del mondo se il ‘mercato’ è stato posto sull’altare come un dio davanti al quale ogni giorno prostrarsi e il ‘mercato globale’ come una naturale emanazione da invocare, panacea risolutrice di tutti i mali del mondo. Da ogni dove nel mondo occidentale e nelle sue propaggini si inneggia al mercato e sembra non rimanere traccia alcuna della diffidenza dei cittadini verso il mercato e ancora peggio pare non esservi consapevolezza alcuna dei ‘prigilegi’ di pochi, anzi di pochissimi.


Scrive Jean Ziegler ne ‘ La privatizzazione del mondo’

“Come scrive Guy Debord, “per la prima volta le stesse persone sono padrone di tutto ciò che si fa e di tutto ciò che si dice”



I signori regnano sull’universo sia attraverso i loro enunciati ideologici, sia attraverso la costrizione economica o il dominio militare. La figura ideologica che guida la loro prassi porta un nome anodino: “consenso di Washington” Nel 1989 il “consenso è stato formalizzato da John Williamson, economista capo e vicepresidente della Banca mondiale.”

Per analogia cito solo due dei 10 punti di questo moderno editto:

“Dato che il libero commercio progredisce attraverso le esportazioni è necessario favorire in maniera prioritaria lo sviluppo dei settori capaci di esportare i loro beni”



“Promozione della ‘liberalizzazione’ degli scambi al ritmo più sostenuto possibile: L’obiettivo è abbassare le tariffe doganali del 10 per cento ogni anno”.

Ma purtroppo non sono gli unici due carichi di conseguenze.

….”In questo inizio di millennio le oligarchie capitaliste transcontinentali regnano sull’universo. La globalizzazione realizza la fusione progressiva e forzata delle economie nazionali in un mercato capitalista mondiale e in un cyberspazio unificato. Questo processo provoca una crescita eccezionale delle forse produttive. In ogni istante vengono prodotte immense ricchezze. Per la prima volta nella sua storia, l’umanità gode di una grande abbondanza di beni e il pianeta  è schiacciato dal peso della sua ricchezza. I beni disponibili superano di molte migliaia di volte i bisogni incoercibili degli esseri umani. Ma anche i massacri si moltiplicano.



I quattro cavalieri dell’Apocalisse del sottosviluppo, la fame, la sete, le epidemie e la guerra, distruggono ogni anno più uomini, donne e bambini di quanto non abbia fatto in sei anni la Seconda guerra mondiale. Per i popoli del Terzo mondo, la ‘Terza guerra mondiale’ è già in corso.



.. Sulla terra ogni sette secondi un bambino al di sotto dei dieci anni muore di fame”.
Come dire che ogni giorno nel mondo, si ripete la strage degli innocenti di Betlemme.

Jean Ziegler, ha insegnato sociologia all’Università di Ginevra , è stato membro del parlamento svizzero, è relatore speciale dell’ONU per il diritto all’alimentazione.