Il blog non è più una prova

Quando nel 2008 iniziai questa avventura scrissi che lo stavo facendo per lavoro, per sperimentarne logica e funzionalità.

Oggi è luogo di relazione, memoria, scambio e conservazione di informazione, dove esprimere il mio punto di vista e ascoltare quello degli altri, moderno tazebao, ma sopratutto opportunità di conoscere cosa gli altri ‘veramente’ pensano poiché vedo come grave rischio contemporaneo, quello di pensare ciò che i mediatori televisivi di comunicazione ci dicono che pensiamo e ancor peggio di credere che quanto essi sostengono è veramente quanto pensiamo.

Il blog come alternativa al pensiero unico e autentico scambio, diretto e senza mediazione.








sabato 14 novembre 2009

IL VUOTO

Scrissi questo raccontino breve nel 1992 in piena tangentopoli, gli eventi attuali lo hanno riportato alla mente , non paiono trascorsi 17 anni eppure Krono non mente era il 1992 quando iniziò tangentopoli, ora è il 2009 e nulla pare essere mutato, 17 anni trascorsi invano? un circolo vizioso dal quale non si riesce ad uscire ? quasi un ventennio di 'nulla'?

IL VUOTO


Anche quella mattina, come molte da mesi, Italiano si svegliò con un senso di vuoto. Si guardò intorno, ogni cosa era al posto di sempre eppure tutto appariva diverso. E’ senz’altro la luce pensò, mentre il senso di vuoto ingigantiva. Scostò le coperte, appoggiò i piedi sul pavimento e si alzò. Neppure in verticale la situazione parve migliorare. Si avviò verso la cucina, aprì il frigorifero, vuoto!

Il ricordo lo folgorò in quel preciso istante. La sera prima passando al supermercato per il solito rifornimento aveva trovato gli scaffali vuoti; da mesi ormai i vecchi prodotti erano in esaurimento, ma i nuovi, già molto reclamizzati, ancora tardavano. Domani, chissà, forse, era da settimane l’immancabile risposta della commessa ed ora ciò che temeva s’era compiuto.

Italiano era quel che si dice, un uomo di mondo, avvezzo ai trabocchetti, abile a tendere tranelli, abituato insomma a fronteggiare gli eventi; nulla lo aveva mai impaurito.

Cos’era allora quel crescente malessere che gli serpeggiava in seno.

Italiano si guardò intorno e solo allora s’accorse ch’era sospeso nel vuoto.

Marziana

domenica 25 ottobre 2009

Minorenni impunibili che sfidano la legge

E' di oggi la notizia di 3 minorenni che per tre ore hanno tenuto in scacco un intero quartiere a Torino sparando all'impazzata e ferendo una donna; dopo essere stati individuati e fermati dalle forze dell'ordine con sfida hanno affermato: "siamo minorenni non potete farci nulla".

Ricordo che qualche anno fa nel Regno Unito venne varata una norma in base alla quale, nel caso di minorenni penalmente non perseguibili, la pena sarebbe stata inflitta ai genitori.

Non so se tale norma è ancora in vigore.
Ricordo però quel che pensai allora:
'è giusto' , nel caso di minorenni, sono i genitori responsabili delle loro azioni, non possiamo come genitori tirarci indietro quando ci troviamo difronte ai comportamenti antisociali dei nostri figli, ne abbiamo la responsabilità.

Forse introdurrei una discriminante, fino a 16 anni la responsabilità è dei genitori, dai 16 ai 18 va suddivisa tra i genitori e il giovane, oltre i 18 la maturità è decretata e la respnsabilità passa al giovane.

Questo darebbe un senso e raccorderebbe quanto ben conosciamo dai più recenti studi e ricerche psicologici, ovvero quanti e quali danni famiglia e genitori perpetrano sui figli.

A tal proposito c'è anche una importante citazione evangelica : 'le colpe dei padri ricadranno sui figli'. Quindi sono i figli a pagare le colpe dei padri.

Non possiamo quindi poi scaricare sulle spalle dei giovani tutte le responsabilità. I genitori, la famiglia come educatore primo e privilegiato ne hanno la responsabilità maggiore.

La mia riflessione è in parte forse provocatoria.

Mi chiedo e chiedo, siamo certi che difronte ad una situazione di questo tipo il nostro imput educativo sarebbe lo stesso che stiamo attualmente impartendo ai nostri figli ? e anche i nostri comportamenti sarebbero gli stessi ?

I figli sono il futuro, sono un bene straordinario e prezioso, stiamo davvero facendo il meglio per loro?

Marziana

sabato 24 ottobre 2009

METTERE I GOVERNI DAVANTI ALL'EVIDENZA - VALUTAZIONE DELLE POLITICHE, WEB 2.0 E COMPETENZA DEI CITTADINI

Convegno 27 ottobre 2009
Incollo la mail che ho ricevuto, contiene tutta l'informazione.

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MILANO
Dipartimento di Studi Sociali e Politici
Dipartimento di Informatica e Comunicazione

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METTERE I GOVERNI DAVANTI ALL'EVIDENZA
VALUTAZIONE DELLE POLITICHE, WEB 2.0 E COMPETENZA DEI CITTADINI
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Martedì 27 ottobre 2009
ore 9 - 18

SALA NAPOLEONICA
Via S. Antonio, 12
Milano

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Programma e relatori al sito: www.pubblica.org


L'evidenza che serve per migliorare le politiche pubbliche può venire da
diverse fonti: dalla valutazione professionale, dal giornalismo di
inchiesta, dalla competenza che i cittadini acquisiscono quando utilizzano
le politiche pubbliche e confrontano i loro giudizi, oggi soprattutto
attraverso Internet.

Nelle comparazioni internazionali, l'Italia si distingue per una duplice
debolezza:
- per la fragilità delle infrastrutture istituzionali per la valutazione
professionale
- per la sottoutilizzazione delle risorse che l'ICT offre alle
amministrazioni per agganciare i giudizi e le proposte del pubblico più
attento.

La ricerca presentata in questo convegno ha analizzato le cause e gli
effetti di queste carenze e ha individuato alcune tendenze su cui è
possibile fare leva per portare più conoscenza nell'azione dei governi

lunedì 19 ottobre 2009

L'umanità multiculturale e le identità di confine

La scorsa settimana ho partecipato ad un ciclo culturale dal titolo “L’umanità multiculturale e le identità di confine” organizzato da ‘Il Consultorio Familiare di Via Volturno a Brescia.

Il primo dei tre incontri programmati “Essere cittadino, essere umano: i diritti di cittadinanza e l’umanità multiculturale nelle società dell’occidente” si è tenuto lo scorso 8 ottobre presso la Sala Piamarta in Via San Faustino; quartiere che ben rappresenta la multiculturalità di Brescia. Relatore prof. Carlo Galli, docente ordinario di “storia delle dottrine politiche” dell’Università di Bologna.
I contenuti espressi mi hanno colpita per alcuni forse ovvi concetti che derivano da parole di uso comune ma a cui attribuiamo normalmente significati e valori diversi: una visione priva di stereotipi, ad un primo approccio quasi ovvia e banale ma a cui è difficile giungere per la mancanza di ‘senso critico’ che pare caratterizzare oltre che permeare la società contemporanea. Ed è proprio la mancanza di spirito critico che ostacola nuove visioni e nuove elaborazioni di idee da canovacci già noti.

Tento di evidenziare alcuni concetti che ho annotato durante l’incontro, mentre mi scuso già con il relatore per la mia parziale e certamente incompleta esposizione.


- Cultura non è natura. La cultura è un prodotto, una costruzione dell'uomo. L'aggettivo naturale spesso utilizzato in luogo di culturale, conferisce alle cose autenticità e veridicità e ciò porta alla loro accettazione ‘acritica’.

- Il concetto di identità, ad esempio l’ identità in politica, come pure l’identità culturale dalle quale spesso scaturiscono differenze e conflitti. Ognuno di noi ha più identità e di conseguenza è un portatore di contraddizioni; la modernità che nasce per semplificare, inventa identità finte, come la nazione ad esempio, che hanno effetti reali. La nazione è stata creata dal potere per identificare i suoi appartenenti e separarli da coloro che non vi appartengono, l’identità nazionale genera guerre.

- Il concetto di Persona, esiste la persona, il valore del singolo e delle sue libere scelte.

- La Paura, la politica sta guidando i sentimenti di reazione verso i "diversi", invece di essere mediatrice culturale e favorire l’ incontro e il superamento della paura, la amplifica. La paura, madre dell'identità, viene protetta dalla politica.

La curiosità dovrebbe sostituire la paura.

La paura è un sentimento utile e funzionale, aiuta l’uomo sin dalla notte dei tempi a difendersi dal pericolo, ma non abbiamo più ben chiaro chi, cosa temere; di cosa aver paura. Ci sono paure fondate: ad esempio cadere in un precipizio se si sta camminando sull’orlo di un burrone, la paura ci tiene vigili e allerta, ‘serve’ a sventare il pericolo. Perché invece abbiamo paura di chi ha, ad esempio, il colore della pelle diverso da noi, oppure ha altre abitudini di vita ? in cosa ci sentiamo minacciati dalla diversità dell’altro?

- Democrazia: non è il potere della maggioranza o come spesso si sente dire, il potere del popolo che porta spesso a sopraffazioni, bensì autodeterminazione.
E' la possibilità per tutti gli individui di "fiorire" in eguale maniera e dignità (escludendo violenza e sopraffazione) eliminando l'ignoranza, la povertà, la differenza di genere.
La democrazia deve essere perseguita, voluta ma ciò non accade poiché viviamo dentro la nostra cultura ‘acriticamente’.

Parole/fatti detti/agiti dagli stranieri possono essere un'occasione per interrogarci e anche criticare noi stessi cercando di capire meglio l'altro.
Questo si intende per multi cultura, e non un crocefisso appeso, una moschea edificata, un burka indossato.

- La famiglia, altro concetto chiave, ma cosa si intende quanto si parla di famiglia ? Di: relazioni affettive, supporto psicologico, sostegno economico, riproduzione, coabitazione, residenza anagrafica, coppia, estesa, unipersonale? Di fatto o legale? Perciò mosaico di pezzi molto complesso da definire. Per alcuni è un’istituzione, la cellula che riproduce la struttura della società. Quindi positiva ed indispensabile: Ma lo è davvero se il risultato è una società individualista, prevaricatrice e violenta? Esistono le brave famiglie come le cattive. Queste ultime che input offrono? Ha ancora senso il legame di famiglia? Il sentirsi legati ed obbligati ai parenti?

- e ancora un concetto di cui molto si parla e che molto piace: le radici culturali
Per alcuni l’Italia affonda le sue radici nella cristianità; interessante il richiamo al Sermone del Monte di Gesù:
“….Voi li riconoscerete dai loro frutti. Si raccoglie uva dalle spine o fichi dai rovi? Cosi, ogni albero buono produce frutti buoni; ma l’albero cattivo produce frutti cattivi. Un albero buono non può dare frutti cattivi, né un albero cattivo dare frutti buoni……..”

L’albero si contraddistingue per i frutti non per le sue radici.

Interessante il dato fornito per l’utenza del Centro sociale di Brescia Centro: 58% italiana, 42% straniera e questo 42% è composto da 57 nazionalità diverse.

Le date dei prossimi incontri: il 22/10/09 e il 5/11/09 sempre alle ore 18,30.

Guglielmina D.

Sono sempre le donne a pagare il prezzo più alto

Sono qui seduta al computer e lavoro, sono le 20.20 circa, sottofondo il TG1, e la notizia che gli 8 del branco che nel 2007 violentarono una quindicenne a Montalto di Castro, sono stati rimessi in libertà 'in prova' e se tra due anni avranno superato la prova il reato verrà prescritto, ovvero ne usciranno puliti e il reato non risulterà sulle loro fedine penali.

http://www.lavocedifiore.org/SPIP/forum.php3?id_article=1135&id_forum=24403&retour=article.php3%3Fid_article%3D1135

http://www.atlantidemagazine.it/dblog/articolo.asp?articolo=6196

http://notizie.tiscali.it/articoli/cronaca/09/10/19/montalto-stupro-reazioni-79852.html
Peccato che la ferita su questa ragazza rimarrà per sempre, non c'è prescrizione per la ferita, è li ti taglia a metà e niente e nessuno la guarirà mai.

Di tutte le violenze quella sessuale è la peggiore che si possa compiere su un altro essere umano ed è sempre compiuta dai maschi sulle donne, dai maschi sui bambini, sempre e solo i maschi sono autori di tale violenza, come di quasi tutte le altre.

Maschi appunto, perchè se un giorno diventassero uomini allora la violenza finirebbe.

Diffido chiunque dallo scrivere in questo blog che non è vero che talvolta anche le donne...il loro messaggio non verrà pubblicato.
Già talvclta anche le donne....

martedì 13 ottobre 2009

LA COSTITUZIONE ITALIANA, IL PREMIO NOBEL A OBAMA, ALCUNE RIFLESSIONI

Quando venne stesa la Costituzione Italiana, il mondo nella sua globalità e l'Europa nella sua specificità stavano uscendo da quello che potremmo oggi definire, il momento più buio della vicenda umana. Nulla di tanto abbietto ed esteso, a quanto sappiamo, era mai accaduto prima e nulla di così vaste proporzioni è più accaduto dopo, sino ad oggi.

In quel particolare momento storico chi stese la Costituzione, al cui cospetto mi inchino, aveva assoluta CHIAREZZA in merito ai mattoni fondanti di una DEMOCRAZIA.

OGGI c'è invece una CONFUSIONE ASSOLUTA, dal '47 ad oggi abbiamo perso chiarezza e non so cosa abbiamo realmente guadagnato.

Ritengo che nella chiarezza la COSTITUZIONE non si modifica, mentre nella confusione si, è tautologico.

Ieri sera dopo l'ennesimo intevento del Presidente del Consiglio, Sig. Berlusconi, ho avuto un moto di rivolta interiore, come si potrebbe dire parafrasando il linguaggio da lui utilizzato,
sputtanamento
ho avuto uno
scazzo pazzesco


L'Italia NON è Berlusconi e allora perchè mai ogni notiziario parla solo ed escusivamente dei problemi personali del sig. Berlusconi e non vengono invece trattati e risolti i problemi di Marziana, Maria, Lucia, Fernanda, Marco, Giovanni, Giuseppe... etc, per i quali egli e la sua squadra hanno avuto mandato ?

Lo stesso moto di rivolta interiore l'ho nuovamente avuto pochi minuti dopo, ovvero quando al TG2 è passata l'intervista al Sig. D'Alema e ancora una volta mi sono chiesta come mai il PD non lo abbia ancora buttato a mare. Che se ne fa la 'sinistra'? di questa ambigua ICONA che ha attraversato la storia italiana degli ultimi 35 anni per autoreferenzialità e solo autoreferenzialità al di sopra delle parti?
La sinistra non è passata attraverso nessuno 'reale' processo di rinnovamento, non ha avuto il coraggio del rinnovamento 'Tangentopoli' c'è stata anche per la sinitra, eppure i suoi rappresentanti sono ancora li, inossidabili al tempo e alla storia.

Questa Sinistra non è CREDIBILE.

Ma del resto mi chiedo se oggi abbia ancora senso parlare di Destra e Sinistra, già 15 anni fa Gaber scrisse in una sua canzone:
Cos'è la Destra? .. cos'è la Sinistra?..
e scrisse anche
...Libertà non è uno spazio libero, Libertà è partecipazione...
quindi crescita, evoluzione passano attraverso un movimento collettivo determinato sicuramente dalle crescite personali, in un circolo virtuoso dove la società modella i singoli comportamenti, ma anche i singoli comportamenti modellano la società, per questo non credo agli " uomini della provvidenza " dai quali ci si aspetta la sanificazione del mondo e per quanto piacere mi abbia fatto il Nobel ad un coraggioso come Obama, penso anche che con questo gesto sia stato posto sulle sue spalle un fardello troppo pesante che un uomo 'solo' non puo' portare.

Persino Frodo era accompagnato da Sam e dalla Compagnia dell'Anello.....
Si puo' dare anche un'altra lettura del Nobel a Obama: ... e ora beccati questo e vai avanti da solo.... mi suona ambiguo, solo tra qualche anno avremmo potuto vedere se Obama meritava il Nobel e quindo conferirglielo, ora per quanto stima e fiducia si possa riporre in questa persona, mi pare prematuro e mi pare lecita la mia domanda: è davvero cos' chiaro il messaggio della commissione svedese, o sto facendo del bizantinismo tutto Italico?

Marziana

martedì 6 ottobre 2009

L'Aquila, Viareggio, Messina

6 aprile 2009, il terremoto all'Aquila, il terremoto non lo si poteva evitare, ma la catastrofe si, come tutti sappiamo, costruendo secondo criteri antisismici.

30 giugno 2009, esplode un treno nella stazione di Viareggio, forse (lo dico con molti dubbi e perplessità, ho lavorato per ben 15 anni nei trasporti e in particolare di merci pericolose e ne so qualche cosa) l'esplosione non si poteva prevedere, ma anche in questo caso la catastrofe si poteva evitare, con un semplice muro protettivo tra case e ferrovia.

1 ottobre 2009, alluvione a Messina, la pioggia e anche le alluvioni vengono, non si possono impedire, ma anche in questo caso la catastrofe si poteva evitare, area a rischio idrogeologico a seguito di una gestione dissennata del territorio.

Solo solo 3 delle catastrofi che si sono verificate in Italia negli ultimi anni, sono accadute a 3 mesi di distanza l'una dall'altra e questo impressiona moltissimo.

In tutti i casi la tragedia è stata scatenata dal comportamento dell'uomo.

L'Italia un paese da terzo mondo, altro che G8 e uno degli 8 paesi più industrializzati. Un paese dove si muore perchè, pur potendo, non si è costruito in modo antisismico, un paese dove si muore perchè non si valuta che il trasporto di merci pericolose vicino alle abitazioni puo' causare tragedie, un paese dove si muore perchè, il territorio ormai altro non è che una merce come un'altra, non puo' certo considerarsi un paese sviluppato, e quindi se un paese è sottosviluppato è un paese da terzo mondo.

Mi chiedo dove e quando le prossime vittime dell'italica furbizia.

Marziana