Il blog non è più una prova
Quando nel 2008 iniziai questa avventura scrissi che lo stavo facendo per lavoro, per sperimentarne logica e funzionalità.
Oggi è luogo di relazione, memoria, scambio e conservazione di informazione, dove esprimere il mio punto di vista e ascoltare quello degli altri, moderno tazebao, ma sopratutto opportunità di conoscere cosa gli altri ‘veramente’ pensano poiché vedo come grave rischio contemporaneo, quello di pensare ciò che i mediatori televisivi di comunicazione ci dicono che pensiamo e ancor peggio di credere che quanto essi sostengono è veramente quanto pensiamo.
Il blog come alternativa al pensiero unico e autentico scambio, diretto e senza mediazione.
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venerdì 13 giugno 2008
Metodo scientifico
Tempo fa lessi una intervista a Rita Levi Montalcini, la domanda dell'intervistatore mirava a conoscere se la nota scienziata credesse o meno in una entità superiore che in italiano viene denominata Dio.
Lei rispose che non credeva in Dio. Allora l'intervistatore le chiese se nei vari step di ricerca degli esperimenti scientifici da lei condotti, venisse valutata tra le altre ipotesi la possibilità dell'esistenza di Dio.
Lei rispose che escludeva a priori l'esistenza di Dio.
Fui molto colpita dalla risposta, non tanto perchè io creda o meno in questa entità, ma per la mancanza di metodo scientifico.
Nulla può venire escluso a priori ma se mai a posteriori dopo l'evidenza empirica, escludere qualche cosa in modo aprioristico significa di fatto falsare un esperimento già nel suo principio.
Perchè scrivo questo? da tempo ascolto, osservo, rifletto e mi pare che gli esseri umani tendano alla verifica più che alla falsificazione delle loro ipotesi, mi pare di notare una tensione quasi spasmodica a dimostrare la veridicità delle proprie tesi.
Mi chiedo se è corretta la mia osservazione e se lo è quale motivo soggiace a questo comportamento?
Lei rispose che non credeva in Dio. Allora l'intervistatore le chiese se nei vari step di ricerca degli esperimenti scientifici da lei condotti, venisse valutata tra le altre ipotesi la possibilità dell'esistenza di Dio.
Lei rispose che escludeva a priori l'esistenza di Dio.
Fui molto colpita dalla risposta, non tanto perchè io creda o meno in questa entità, ma per la mancanza di metodo scientifico.
Nulla può venire escluso a priori ma se mai a posteriori dopo l'evidenza empirica, escludere qualche cosa in modo aprioristico significa di fatto falsare un esperimento già nel suo principio.
Perchè scrivo questo? da tempo ascolto, osservo, rifletto e mi pare che gli esseri umani tendano alla verifica più che alla falsificazione delle loro ipotesi, mi pare di notare una tensione quasi spasmodica a dimostrare la veridicità delle proprie tesi.
Mi chiedo se è corretta la mia osservazione e se lo è quale motivo soggiace a questo comportamento?
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